piRandellata. L’ITAgLIA DEI PM DEVIATI, DELLA VENEZI E DEL COLPO DI STATO DEL NO
- liberastampa5
- 27 apr
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Quando, dopo ottant’anni di educazione sinistrese al rispetto degli ebrei e delle minoranze vittime dei nazisti, giunge il momento in cui la brigata ebraica viene presa a calci in culo per il 25 Aprile, ciò ha un solo significato: che peggiori dei malvagi sono solo i farisei buonisti e legalitari di oggi; e che quello in cui viviamo non è il suolo d’Italia, ma un “deserto dei tartari” rispetto ai quali Primo Levi, ipercritico nei confronti dei compagni del Pci, aveva capito tutto con lucida chiarezza…
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CREDI D’ESSERE ETERNO E INVECE MUORI
COME TUTTE LE ROSE E TUTTI I FIORI…
Parto dalla Beatrice Venezi licenziata in tronco – e con il sigillo di Alessandro Giuli – dalla Fenice. E non ho difficoltà a dire, in maniera provocatoria, che meglio sarebbe stato se l’incendio (doloso, 29 gennaio 1996) se la fosse presa tutta e per sempre. Un nepotificio in meno da campare a spese del contribuente tartassato.

La vita non deve necessariamente continuare. Non sta scritto da nessuna parte. E l’estinzione dei dinosauri ce lo ha dimostrato.
Perdere una Fenice dalle penne sporche, in fondo, in un pianeta in cui, in cinque miliardi e mezzo di anni, ne sono successe di tutti i colori, è come levarsi una cispa dall’occhio. Un nulla.
Dante ce lo rammenta, anche se i nostri giudici del NO non ci arrivano, accecati come sono dal loro merdoso (aggettivo caro a Dante) potere:
Non è il mondan romore altro ch’un fiato di vento, ch’or vien quinci e or vien quindi, e muta nome perché muta lato. Che voce avrai tu più, se vecchia scindi da te la carne, che se fossi morto anzi che tu lasciassi il ‘pappo’ e ’l ‘dindi’, pria che passin mill’anni? ch’è più corto spazio a l’etterno, ch’un muover di ciglia al cerchio che più tardi in cielo è torto.
Chi non comprende questo Dante dell’undicesimo del Purgatorio, può senz’altro rivolgersi all’illuminato presidente dell’Anm di Pistoja, l’ottimo Claudius, Accademico della fiorentina Crusca & Semola, specializzato nel prendere granchi etimologici insieme al suo compare Alessandro Buzzegoli, le liberticide obéissant à la volonté du procureur général, monsieur Coletta.

Povera Beatrice – io non posso che parteggiare per i perseguitati… –, che si ritrova a piedi semplicemente per aver detto quello che tutti sanno e tutti coprono con la famosa coperta dell’invisibilità di Harry Potter!
È vero. Il fascismo, come metodo di oppressione, esiste. Il fascismo, come sinonimo di dittatura, non è mai morto. È sempre rimasto in corpo a chi, i tiranni, li vuole e li accarezza, favorendone anche il colpo di stato con un NO al referendum della riforma Nordio.
Ed è assai peggiore questo, il fascismo metastorico, che non quello storico del ventennio. Perché allora erano i cattivi a far bere l’olio di ricino; oggi sono i buoni, i casti, i puri, i legalitari, gli accoglienti, i catto-cei-inZuppi, e i rispettosi tutori della Costituzione.
Ma che differenza farà – per tutti questi difensori del verbum caro fatti alle finestre (cito dal Boccaccio di Fra’ Cipolla, signori [c]Accademici della Crusca…) –, tra mill’anni, se costoro, Claudius compreso, saranno morti da bambini (pappo e dindi) oppure da centenari? Siamo solo polvere ed ombra… Poveri sciocchi! Superbiosi, incólti, ottusi, gonfi di vanagloria.

A quel punto dove se lo cacceranno quel potere a cui sono stati attaccati tutta la vita perché – da veri disturbati mentali – se non si attaccano a quello, non sanno come imporsi all’attenzione dei poveri comunissimi mortali?
Chi rammenterà più tutti questi tartari del famoso deserto di Buzzati, Claudio?
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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ROSEN, TULPEN, NELKEN
ALLE BLUMEN WELKEN
[Antico proverbio tedesco]


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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