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piRandellata. SEGRETARIA PAOLA AVETA, STELLA IN CIEL PIÙ CHE COMETA. DÀI OGNI COSA AL TUO BUON NESTI, MA SAGRÌFICHI GLI ONESTI

  • liberastampa5
  • 24 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

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Nuova prova documentale della corruzione del Comune di Agliana in cui i protetti-raccomandati-favoreggiati, come il mai-comandante Andrea Alessandro Nesti, fanno ed hanno quello che vogliono, mentre cittadini onesti, e vittime di abusi e discriminazioni, sono direttamente mandati «a quel paese dove c’è tanta gente che ce va»…

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Al mai-comandante Andrea Alessandro Nesti l’Aveta ha detto di averglieli dati certi documenti. Ma si sa che lei lo ha sempre protetto, sin dal suo arrivo a Agliana nel 2019...
Al mai-comandante Andrea Alessandro Nesti l’Aveta ha detto di averglieli dati certi documenti. Ma si sa che lei lo ha sempre protetto, sin dal suo arrivo a Agliana nel 2019...

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A PISTOJA DIFETTA LA PROCURA


CHE BASTONA CHI VUOLE E FA PAURA

 

Le nostre banche – comprese quelle-scandalo tipo Banca Etruria – si tenevano (e quasi certamente lo faranno ancora) “in pancia” i cosiddetti derivati tossici con cui hanno fatto impiccare anche non pochi idioti assetati di guadagni ad altissimo rischio e pronti a tutto per due palanche.


Tu chiedi? Io nego!
Tu chiedi? Io nego!

L’amministrazione comunale di Agliana si tiene in pancia dirigenti e amministratori del livello (direi) scarsissimo della sua segretaria generale.


La dottoressa Paola Aveta, artefice di prima linea di un mucchio e mezzo di falsi, dichiarazioni infedeli, coperture delle responsabilità di bimbominkj esemplati sul sindaco Benesperi, il carmelitano scàrzo dell’Irene in Camera Deputatorum; l’Aveta dei miracoli, qui in una foto di un video dedicato – presumo – a Massarosa, è un intero rosario di contraddizioni quanto a trasparenza, economicità, imparzialità, lealtà e rispetto dei diritti altrui e del cittadino.


Vi mostro una richiesta di accesso agli atti e la risposta “di merda” della segretaria, sviluppata con evidente intento di sviamento di potere.


E tuttavia, poiché madama Aveta è ”figlia d’arte” (cioè è rampolla di una famiglia di avvocati e magistrati ed è, pertanto di “razza padrona”), Ella gode della ermetica protezione (nel senso più alto della cupola) da parte della gente della pistojana procura.


A domanda, Monna Paola risponde al cittadino con un grazioso vaffanculo, sviando il potere e prendendo a calci il paria-mezzadro deminuto iure (= “con meno diritti degli altri”, avvocata latinless Elena Giunti, protettora del non-dottor Romolo Perrozzi).


In una situazione analoga, mentre ero affidato alle amorevoli cure demenziali di un giudice piega-schiena come il palermitano Paolo Fontana, la “figlia d’arte” Aveta favorì il geometra dottor Andrea Alessandro Nesti (pluri-protetto da tutti, lei compresa), consegnandogli – io però resto convinto del fatto che il Nesti se li fosse presi da sé, quei documenti, e senza permesso… – vari fogli riservati, destinati all’amministrazione e alla Paola stessa. E da me fatti passare per il protocollo ufficiale del Comune nella certezza che S.A.R. (sua altezza reale) il Nesti, in servizio in quegli stessi uffici, li avrebbe visti, estrapolati a suo piacere e volontà, e usati alla maniera sua.


La S.V. è pregata di andare a rompere i corbelli altrove
La S.V. è pregata di andare a rompere i corbelli altrove

Ma si sa. Quando l’ideologia del potere supera la fantasia e la legge scritta, siamo in un mare di cacca come quello in cui oggi nuotiamo a Pistoja.


Dove ciò che manca non è la procura, ma una procura terza, imparziale e indipendente che, come gli uomini che la formano, non siano tutti del tenore di Tommasi Coletti il quale, in nome del suo potere, evidentemente usato in termini mafiosi, non intercetta la Lucia Turco, sorella di Luca Turco, cugina di Cecilia Turco.


E dove un solerte, quanto, in ipotesi, psicolabile Curreli, predica la lotta alla mafia per poi contribuire all’affermazione della stessa, proteggendo gente impresentabile come Romolo Perrozzi e Andrea Alessandro Nesti.


Non siete d’akkordo…? Akkomodatevi con le denunce della “beata minkia”. Un Curreli che vi dà ragione (perché non sa leggere né scrivere e non vuole neppure imparare) lo trovate comunque, pronto a darvi ragione…


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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