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piRandellate. CHI VOTÒ “NO” FRA VOI, SCIOCCHI ITALIANI, HA DATO ANCOR PIÙ FORZA A PÒRCI & CANI

  • liberastampa5
  • 30 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

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Le migliaia di aspiranti magistrati che la settimana scorsa hanno partecipato al concorso per quattrocentocinquanta posti hanno ricevuto una fulminea lezione pratica: una dimostrazione concreta di violazione di atti secretati e fuga di notizie. Le tracce del tema di diritto penale circolavano già il giorno prima della prova perché alcuni candidati hanno adocchiato sui banchi della commissione dei foglietti con l’indicazione dei reati che sarebbero stati trattati (“devastazione e saccheggio”, traccia poi non estratta)

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Fidarsi è bene non fidarsi è meglio se i maestri si dimostrano molto peggiori degli allievi che devono essere puniti...
Fidarsi è bene non fidarsi è meglio se i maestri si dimostrano molto peggiori degli allievi che devono essere puniti...

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E INFATTI HA RESO SUPER-INTOCCABILI


TUTTI I TOGATI, PUR GLI IMPRESENTABILI

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Sette anni fa, su imput di un magistrato inaffidabile come Claudio Curreli, Sua Altezza Serenissima, Patrizia Martucci de Roma, mi infliggeva il sequestro di quattro computer e del cellulare, perché avevo offeso (ma peggio ancora: stalkerizzato) Sua Altezza Reale, Principe Imperiale, il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Marchese pescinate, super-favorito dell’amministrazione comunale corrotta del Comune di Quarrata e – al tempo stesso – della procura, da poco passata nelle sacre mani di un altro grande filosofo-dottore della Chiesa de’ Giudici, il “figlio d’arte” Tommaso Coletta, persecutore ferreo dei disegni criminosi, ma salvatore incorruttibile della dottoressa Lucia Turco, inciuciata in Concorsopoli a Careggi, e tuttavia sorella del Luca fiorentino attaccato alle costole della famiglia Renzi.


Curreli, dalle gambe pien di peli (si vedono quand’è un braghette da scout); il persecutore della vita e delle opere di Padre Fedele Bisceglia; l’uomo che in gioventù, fe’ promessa a Gesù di fare il perbenino, ma con l’andar del tempo fe’ casino; questo gigante di Mont’e Prama, che il potere totale e immenso brama; piantator d’alberini e gelsi-moro, qual principal sua scelta di lavoro; il Terra Aperta a tutti chi-gli-pare, e basta farli entrare: quel ferreo censor di tutto e tutti, fuorché de’ farabutti, convinse la Patrizia, a infierir contro me con la giustizia; e perfino l’arresto mi fe’ dare; ché, invece di indagare, il salvatore delle prostitute (lavoratrici mute) mai non molla, ma avanza a tutta birra a copia-incolla.

Herr Claudius
Herr Claudius

Fu allora che Sua Altezza Serenissima, Patrizia Martucci de Roma, oggi migrata a Firenze, ebbe l’ardire di scrivere (senza avere uno straccio di prova, ma solo gravi indizi autoprodotti da Curreli) che io non mostravo il dovuto ossequio alle «autorità costituite».

Non posso darle torto. Ma devo correggere la sua pressappocaggine di Gip, chiarendo che le «autorità costituite» sono, né più né meno, il termitaio della corruzione mafiosa in cui si strugge lo stato italiano, che i fedeli difensori anti-Nordio difendono quando si nettano con le pagine della Costituzione.


Garibaldi disse “O Roma o morte!”, ma infine ci toccò la doppia sorte: sia d’aver Roma a romperci i coglioni; sia doverci ciucciar tristi padroni che, in nome della lor Costituzione, della Giustizia fàn… prostituzione.


Cosa significa essere intelligenti e cittadini [c]attivi, di quelli esemplati sui paradigmi di gente come Herr Claudius?


Secondo i magistrati del NO, significa solo credere, obbedire e combattere. Come sicuramente fanno i ruffiani inciuciati e obbedienti, che offrono il culo loro ai quattro venti: prodotto di eccellenza e valore aggiunto a casa di Vanni Fucci.


Secondo me, essere pericolosissimo (come descritto dalla siempre cabreada [= incazzata] Martucci, con scarsa attitudine alla riflessione ragionata e corretta), i tre verbi di sopra, oggi d’uso comune fra i catto-dem/intellò, significa solo essere dementi predisposti a vivere da subumani stile Kunta Kinte. E non credo proprio che la Costituzione voglia insegnarci proprio questo.


In breve. Che l’Italia fosse un paese di cacca, mi è sempre stato abbastanza chiaro fino dal riposo del settimo giorno di Jaweh. Ma finché Mani Pulite non distrusse tutto con maggior efficienza delle BR o dei gruppi neofascisti, qualche manovra arginante era forse possibile.


Dopo, con i dem-arrivisti al potere e la catto-comunistizzazione di tutta la pubblica amministrazione, la mafia si è trasferita direttamente dalle cupole agli atrii dei palazzi di giustizia. Da lì poi procede – non è colpa mia cari Curreli & C. – e discende dantescamente per li rami fino a inquinare anche i concorsi per aspiranti tiranni sotto esami.


Amano paludarsi perché, se spaludati, perdono la forza del loro rigore morale...?
Amano paludarsi perché, se spaludati, perdono la forza del loro rigore morale...?

La Verità ce lo accenna in sintesi in prima pagina. Libero ce ne offre un commento tragico di Lucia Esposito, che è d’obbligo citare:


Il quadro è sublime: da un lato magistrati fatti e finiti che violano la legge diffondendo i temi; dall’altro aspiranti toghe che, mosse da una commovente generosità cristiana, condividono la soffiata con gli amici invece di denunciare. Ora la palla passa alla Procura di Roma. Risultato? Magistrati che dovranno indagare su altri magistrati per illeciti commessi ai danni dei futuri magistrati. Uno straordinario cortocircuito giudiziario. Ma non temete: la colpa della fuga di notizie sarà comunque di avvocati e giornalisti.



Che aggiungere di più dinanzi a un quadro così stronzo che ha anche un corrispettivo locale? Il Perrozzi – ad esempio – sa tutte le mosse della procura e le strilla ai quattro venti dalle sue terre che sono più vincolate di servitù di un tino di lumache con quattro corna ciascuna.


Chi gliele dirà tutte queste cosine? Un suo confidente infedele interno al Terzo Piano, oppure un magistrato (pure lui infedele) che lo protegge e lo spalleggia nei suoi vaneggiamenti?


A Pistoja usa così. Dalla procura è sempre uscito di tutto e di più. Che ci dice, in proposito, Mister Karaoker?


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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