piRandellate. DI CASI CATENO IL MONDO ’GLI È PIENO
- liberastampa5
- 11 lug
- Tempo di lettura: 4 min
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Un’attentissima lettrice di Quarrata, che ringrazio, mi segnala la storia di un perseguitato dalla “lupara giudiziaria”. Il sindaco di Taormina è riuscito, dopo due condanne, ad avere soddisfazione contro la persecuzione di cui è stato vittima. Peccato, però, che anche la Cassazione sia, e non in un sol caso, vittima di alcuni dei suoi stessi membri pronti a fare il loro sconcio comodo a seconda degli ordini che ricevono da chi…
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CI PENSA IL CURRELI
SIGNORE DEI CIELI...
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Il sindaco di Taormina può dirsi fortunato e accendere un bel cero a Santa Rosalia. Alla fine ce l’ha fatta: lode a lui. Cacca – giustamente e molta – ai magistrati che perseguitano i cittadini e si divertono a tormentarli solo perché hanno il potere nelle loro mani (non pulite) e lo esercitano ad mentulam canis.

A cazzo di cane. Traduco per l’avvocata Elena Giunti che non sa il latino, ma l’italiano almeno un po’, sì. Del resto cos’è un cane lei dovrebbe saperlo, se è vero – come si sente dire – che in gioventù esercitò la toelettatura dei migliori amici dell’uomo.
Cateno De Luca ce l’ha fatta. Noi di Linea Libera non ancora: ma non disperiamo. Perché se anche tutti aspettano che io possa morire il prima possibile, la certezza delle ragioni per cui Claudio Curreli si è scatenato contro di noi, mi dà la stessa forza del sasso da fionda scagliato da un misero pastorello contro un gigante Golia che fa paura solo perché scende in aula e fa gli occhiacci ai giudici.

E non di rado dicendo loro falsità da Renzi-bomba, che meriterebbero di finire in azioni giudiziarie a suo carico – se solo i suoi colleghi non fossero corrotti come lui, e non lo difendessero solo perché fa parte del metaforico branco dei lupi, di cui pure è, forse, un ultimo – se non l’ultimo – nella scala gerarchica.
Cateno può sorridere. Noi di Linea Libera – dicevo – ancora no. Ma certo non tremiamo dinanzi a una procura della repubblica pronta a schierarsi a favore delle proprie «prossimità sociali» alla Tommaso Coletta con la sua faccia da rimbalzo-mattoni specie dopo avere dichiarato che, «lui, la Lucia Turco sorella di Luca Turco, non la intercettava».

Certo mal si combatte contro questa rete (da fegatelli) che fa forza su amici, faccendieri, sostenitori, ruffiani, papponi delle consulenze, Ctu-sanguisuga e, soprattutto, politici luridi, ma degni di essere comunque salvati perché… democratici come chi chiede un NO contro Nordio onde evitare l’ipotesi di un’Alta Corte meno plasmabile di un CSM e di una ANM, entrambi organi tollerati, ma in buona sostanza sovversivi dell’equilibrio dei poteri.
Cateno ha avuto – come diceva Vittorio Feltri – culo, e ha trovato un collegio non manipolato.
Voi lettori – e anche gente che ha votato NO – pensate solo a cosa è toccato a noi di Linea Libera grazie alle evidenti pressioni della procura pistojese sulla Cassazione, quando nel 2023, i legalitari della mentula canis ci fecero comunque chiudere il giornale con la bella genialata di un principe-rosso chiamato Giuseppe De Marzo, sùbito obbedito dallo scontroso Alessandro Buzzegoli.

Riflettete per un istante senza seguire i princìpi ordinari della Beata Minchia:
1. Com’è possibile che un ricorso di Coletta, e della sua procura pistojana, finisca “casualmente” in un collegio di Cassazione, il cui giudice estensore è proprio uno che ha vissuto e lavorato a Pistoja per un intero eóne? Che culo!
2. Com’è possibile che non si eviti, se non altro per opportunità (e perché il giudice deve non solo essere terzo e imparziale, ma anche sembrarlo) di mettere un lupo, in veste di pecoraio del gregge; un lupo che per anni ha mangiato alla stessa greppia della stessa stalla? Un De Marzo pistojesizzato con gli accaniti della procura locale? Che culo!
3. Ma soprattutto: com’è possibile che quel gentile signor Giuseppe abbia scritto una sentenza contro di noi dopo che il procuratore generale della Cassazione aveva dichiarato che avevamo ragione; non dovevamo essere chiusi e oscurati; e che le nostre ragioni dovevano essere accolte? Che culo!
Allora guardiamoci nelle cosiddette palle degli occhi e diciamo chiaramente che:
1. la procura di Pistoja è inquinata, altrimenti cos’altro? (art. 21 Cost.);
2. la procura di Pistoja protegge ingiustamente gente del tenore del Perrozzi, del Nesti, di sua moglie la Blimunda, dei politici di destra (Benesperi e Ciottoli) e di sinistra (Ferdinando Betti, Alessandro Galardini, Sabrina Sergio Gori, Marco Mazzanti, Gabriele Romiti), dei segretari comunali falsari e/o inerti (Paola Aveta e Luigi Guerrera), dei dipendenti pubblici che vivono alle spalle della pubblica amministrazione come le zecche sulle chiappe dei cavalli etc. etc. etc., altrimenti cos’altro? (art. 21 Cost.);

3. la procura di Pistoja è un pericolo concreto e reale per chi, come noi di Linea Libera, urla e mette a nudo le malefatte del Palazzo di[n] giustizia, dove si favorisce, di fatto, il dilagare della corruzione, e si esercita il potere contra legem alla stregua della peggiore dittatura sinora vista, altrimenti cos’altro? (art. 21 Cost.).
Chi alza la voce si manda agli arresti perché, entro le regole dell’arbitrio dei magistrati, il popolo italiano deve solo obbedire e non fiatare, o altrimenti offende le «autorità costituite».
Questo però, a parer mio, si chiama solo in un modo: soluzione finale dei giudici del NO.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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LUPARA GIUDIZIARIA NOSTRALE

Come vedete, la procura della Cassazione aveva chiesto il dissequestro di Linea Libera. Ma l'intelligenza estrema della procura di Pistoja volle brillare oltre i confini del cielo.
Così Giuseppe De Marzo (di fatto un pistojese passato da poco in Cassazione) superò se stesso con un arzigògolo che definire illogicità manifesta è attribuirgli il Nobel in Filosofia del Diritto.
Allora, quando una tesi (quella bacata di Curreli e dei suoi accòliti e protetti) deve comunque vincere, non siamo dinanzi alla giustizia, ma a un plotone di «lupare giudiziarie».
e.b.
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Mentre Giani «infelìcia» i toskani...


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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