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piRandellate. DIRITTO ALL’OBLÌO NON PIACE AL BUON DIO...

  • liberastampa5
  • 25 mag
  • Tempo di lettura: 6 min

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Ripropongo una vecchia notizia, che però è degna di essere riesumata 1001 volta come le novelle arabe, proprio nel momento della massima esaltazione della sinistra locale per l’avvenuto recupero della città sottratta alle sgrinfie della malefica destra. La lego, questa esaltazione, a un famoso magistrato terzo, imparziale, indipendente, che ha sempre e comunque lavorato per le forze progressiste, antimafiose ed educatrici ai più alti valori della «cittadinanza attiva», propugnata con caparbia volontà fino dai tempi della sua prima illustre vittima falciata usando la motosega di Nightmare.

e.b.

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Giustizialisti e manettari si nasce. Come i poeti, i politici, i farisei...
Giustizialisti e manettari si nasce. Come i poeti, i politici, i farisei...

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Nuova Cosenza Quotidiano Digitale

Arrestato Padre Fedele

 

Gli avvocati preparano la seconda richiesta di arresti domiciliari. La Procura apre un’inchiesta per fuga di notizie. Il PM Curreli chiede cautela alla stampa. Domenica striscioni pro Padre Fedele negli stadi. Corbelli chiede di mandare Padre Fedele in esilio in Africa

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Una proposta rifiutata dal frate che, una volta informato, si sarebbe recato, il 18 gennaio scorso, dal Procuratore Capo del Tribunale di Cosenza, Alfredo Serafini, chiedendogli se la notizia fosse vera. Gli inquirenti vogliono ora accertare chi è stato a dare la notizia.


La polizia, inoltre, ha avviato le indagini per individuare la talpa che ha fatto uscire le notizie e gli interi fascicoli processuali con su tutte le intercettazioni e le dichiarazioni rese.

 

Gli inquirenti vogliono ora accertare chi è stato a dare la notizia. La polizia, inoltre, ha avviato le indagini per individuare la talpa che ha fatto uscire le notizie e gli interi fascicoli processuali con su tutte le intercettazioni e le dichiarazioni rese.

 

Il PM Claudio Curreli, intanto, invita la stampa a rispettare la dignità della vittima e delle persone indagate stigmatizzando la pubblicazione sui quotidiani e mass media, locali e nazionali, di immagini e stralci delle intercettazioni telefoniche dalle quali si desume l’identità della vittima, la suora accusa Padre Fedele, il segretario di Padre Fedele, Antonello Gaudio (ora ai domiciliari e indiziato di violenza sessuale di gruppo) e degli altri indagati.

 

Il PM Curreli ha dunque invitato la stampa a non violare il diritto fondamentale quale quello del rispetto della dignità delle persone coinvolte in una vicenda così delicata proprio per la particolarità del reato contestato e chiede maggiore cautela nella divulgazione delle notizie.


Povero Bettino! Non solo non si sono mai abituati, ma oggi, con la superbia del NO, le critiche le sequestrano e cercano di silenziarle con lo spirito di servizio con cui Curreli decapita Linea Libera e fa arrestare i giornalisti che mettono a nudo la vergogna della corruzione politico-economico-giudiziaria di questa provinciòla provinciale

Pur facendo salvo il diritto di cronaca e di informazione – per il magistrato – è opportuno tutelare la dignità delle persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria evitando di riportare luoghi, nomi e immagini, che possano far risalire all’identità della persona offesa e di quanti a vario titolo risultano indagati.

 

Con la pubblicazione integrale di ampi stralci delle intercettazioni telefoniche e delle lettere inviate dal carcere e dai domiciliali, da padre Fedele e da Antonio Gaudio, è stato possibile identificare la suora ed i suoi familiari nonché i protagonisti delle telefonate osé e le persone che sulla vicenda hanno reso dichiarazioni.

 

Un problema già sollevato dalla Autorithy sulla privacy e da noi sottolineato neanche due giorni fa

 

Infine in una nota di un gruppo ultrà, i tifosi di alcune squadre di A e di B in tutta Italia, che hanno conosciuto il frate nei suoi numerosi viaggi e nei convegni a sostegno della lotta contro la violenza nelle curve, e negli stadi di calcio, hanno fatto sapere che mostreranno degli striscioni di solidarietà a Padre Fedele.

 

Corbelli: “Mandate Padre Fedele in esilio in Africa”

 

‘‘Mandate il religioso, anziché agli arresti domiciliari in qualche convento, in esilio missionario in Africa, perché lo stesso possa, in attesa del processo, continuare la sua importante opera umanitaria a favore e a fianco di chi soffre’’.

 

Certe verità è meglio ricordarle, altrimenti perché istituire i giorni della memoria?
Certe verità è meglio ricordarle, altrimenti perché istituire i giorni della memoria?

È l’appello rivolto dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ha promosso stamane una manifestazione nei pressi del carcere di Cosenza per chiedere che ci sia ‘‘verità e giustizia per il frate francescano’’. Corbelli indossava stamane un cartello con il simbolo Diritti Civili e la scritta ‘‘Esilio missionario in Africa per padre Fedele’’.


 

‘‘Sono davanti al carcere di Cosenza – ha detto Corbelli – per chiedere verità e giustizia per il frate, per la suora e per tutte le altre presunte vittime che lo accusano. Ma sono anche qui per rivolgere un appello al gip e al pm di Cosenza e chiedere loro di concedere al religioso un esilio missionario in Africa. Domando: a che cosa serve mandare padre Fedele agli arresti domiciliari, chiudendolo in un convento o in un monastero? Che utilità può avere una simile misura restrittiva? Non sarebbe meglio, più utile e giusto, mandare il frate, in attesa del processo e del chiarimento della vicenda giudiziaria, in esilio missionario in Africa, per permettergli di continuare la sua preziosa opera umanitaria e stare accanto, aiutare e curare chi soffre? Padre Fedele dall’Africa non potrebbe certo inquinare le prove, visto che non si pensa all’ipotesi della fuga’’.


Curreli sa la verità di Linea Libera, ma la tace. Come sapeva la verità su Padre Fedele Bisceglia, ma preferì nascondere il faldone grazie al quale la Cassazione lo assolse. Se questo è il servizio che von der Kagliaren mette a disposizione di Pistoja, c'è da stare poco allegri, caro 54% a sinistra, chiesa compresa!

 

Progetto "cento case per Padre Fedele"

 

È iniziato, iniziativa dei collaboratori dell’Oasi Francescana, che continua la sua preziosa opera tra gli ultimi e gli abbandonati, il progetto cento case per Padre Fedele. Il progetto nasce dopo il rifiuto del GIP per gli arresti domiciliari al Frate cappuccino rinchiuso nel carcere di Cosenza. Cosa significa Progetto cento case? È una lista di 100 famiglie che danno, visto che la legge lo permette, la disponibilità ad ospitare Padre Fedele nella propria abitazione per scontare gli arresti domiciliari.

 

Tutti coloro che sono disponibili, possono contattare direttamente l’Oasi Francescana rivolgendosi ad Anna o Sergio per dare la disponibilità della propria abitazione.

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E QUI VI LASCIO LA BIBLIOGRAFIA

PER FARVI UNA CULTURA IN COMPAGNIA



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Se avessi avuto paura, avrei fatto il magistrato,

non il giornalista

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