piRandellate. FARE IL LUPO PECORAIO, O TANACCA, ’GLI È UN BEL GUAIO
- liberastampa5
- 17 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 18 mag
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L’espressione indica il fare qualcosa che non è assolutamente nella propria natura, in genere tramando un inganno da cui trarre profitto, così come farebbe un lupo che decidesse di diventare pastore
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MA TU PUOI, PERCHÉ SEI ROSSO:
QUINDI AVANTI A PIÙ NON POSSO!
Il Corriere della sera spiega così il famoso detto popolare che, dopo questo intervento di Gabriele Romiti, indegno sindaco di Quarrata, merita, come primo cittadino, non una, ma almeno mille piRandellate sulla sua zucca di Halloween.
Ci vogliono solo i quarratini che lo hanno votato, per credere a questo coso senza ritegno: perfettamente allineato con chi lo protegge e senza battere ciglio.

Oppure un Claudio Curreli (con alle spalle una procura della repubblica di Tommaso Coletta, pronto a favorire la sorella di Luca Turco, suo superiore gerarchico) per non saltare sulla poltrona al solo sentire sì gran messe di cacca di ippopotamo.
Con questo post, il Romitino – quello che si salvò dalla condanna solo perché era stato eletto Giorgio Napolitano alla presidenza della repubblica, anche se aveva autenticato firme di liste elettorali regionali senza neppur accertare se i firmatari erano vivi o morti – adotta la stessa tecnica della Virgo Fidelis della procura: cerca di rifarsi una verginità. L’imène non che ha perso: che non ha mai avuto.
Il Curreli blatera elogi antimafia per Falcone e Borsellino. Il Romitino ha contribuito alla corruzione dell’amministrazione comunale di Quarrata per decenni. Ma posto dinanzi ai dilemmi delle puttanate ottenute per «prossimità sociale» da gente come il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi (evidentemente favorito e protetto anche dalla stessa procura pistojana), anch’egli blatera ad alta voce tessendo l’elogio della legalità. E magari facendo anche partire qualche sputnik dalla sua bocca sempre ridente.
Il verbo, per ambedue questi personaggi, è quello giusto, da Accademia della Crusca, di cui Curreli è capo-cruscante. Blaterare, infatti, nel tardo latino corrotto e alto-medievale, è attribuito a montoni e caproni: che, com’è ben noto, sanno soltanto brucare e coprire le femmine del loro branco.
Ora Tanacca vuole salvare il Montalbano perché ci casca addosso, come disse il rinomato camicière Mearelli.
Oportebat studuisse, non studere, ripeteva il mio insegnante di latino alla media di Poggio a Caiano a fine anno, quando tutti volevano rimediare, ma sarebbero comunque stati bocciati o rimandati a settembre, per pentimento tardivo.
Bisognava avere studiato, non studiare ora, da ultimo e per forza, egregia latinless Elena Giunti, che difende il falso dottore, anche calunniatore, come il roboante Perrozzi, padrone illecito del Montalbano e di tutte le servitù prediali che – ignote ai giudici di Pistoja e alla procura – fanno, delle sue proprietà, un ammasso di cose piene di vincoli e basta.

Ma dei 40 anni di Franco Fabbri (e non solo) all’ufficio tecnico che vendeva condoni, permessi, autorizzazioni, regolarizzazioni, Cile, pile e porcile, in cui ha sguazzato anche l’assessore Simone Niccolai, costruendo senza guai due bei stanzoni abusivi dietro casa sua? Questi fatti vanno tutti in cavalleria grazie a ’sta minchia? È così che funziona, Tanacca?
Glielo avete dato il NO ai peperoni rossi e pizzicosi della Anm, vero? Vi sta bene, coglioni megagalattici!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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Quarrata? È legale quanto questa moneta di Xi-JinPir



![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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