piRandellate. FRA IL CURRELI CHE INTERPRETA E IL ‘TANACCA’, IL MONTALBANO ’UN CASCA, MA VA ’N VACCA
- liberastampa5
- 5 lug
- Tempo di lettura: 7 min
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Risparmio ai lettori la storia penosa delle autorizzazioni (fasulle) concesse dal Comune di Quarrata al «prossimo sociale» del Curreli, il famoso Ctu che ha occhi e orecchie in procura come l’imperatore di Persia Dario il Grande. Rimando il racconto ad altro tempo, altrimenti sono costretto a scrivere un romanzo più lungo dei Miserabili o di Guerra e Pace
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FOTO E COMMENTI
TUTTI [S]CONTENTI
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1. Quest’area del Montalbano (Lecceto di Montorio, a Quarrata) è una Repubblica delle Banane.
Da 7 anni sto cercando di far entrare nel cranio della procura di Pistoia – alleata del giudice Luca Gaspari, della Gip Martucci, del Gip Alessandro Buzzegoli e di molti altri ancora; e in posizione di protezionismo inverecondo nei confronti del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi –; sto cercando di far entrare nel cranio della procura di Pistoia, che tutto il terreno seminativo-arboricolo del luogo, è stato letteralmente snaturato dalle licenze e dai permessi generosamente concessi al Perrozzi, e ad altri cittadini di razza aliena e superiore, dagli uffici edilizia e lavori pubblici del Comune corrotto di sindaci quali Sabrina Sergio-Gori, Marco Mazzanti e, ultimamente, Gabriele Tanacca.
Il sostituto Claudio Curreli (ce ne spieghi il motivo e ne renda conto anche ai suoi superiori, che lo proteggono a Roma e a Genova) si è da sempre rifiutato di voler prendere atto delle leggi dello stato e delle norme che regolano il complesso delle servitù prediali in vigore.
Si può sapere perché questo impresentabile magistrato-scout intende negare l’evidenza dello stato di fatto e di diritto, a favore del ragionier non-dottor Perrozzi che, stando ai dati e ai documenti ufficiali, non ha diritto nemmeno a una delle concessioni-dono del Comune di Quarrata? Chiedo troppo a magistrati non terzi, non imparziali, non indipendenti di Pistoja?
Non scordiamo che il Curreli non ha mai svolto indagini pur essendo informato e a conoscenza di tutto. È questa la giustizia dei costituzionòmani infuocati sostenitori del NO contro la riforma Nordio, che avrebbe messo a tacere la loro immonda arroganza?
2. Questa foto mostra la colonica ristrutturata che ha ottenuto, dagli uffici tecnici del Comune di Quarrata, l’autorizzazione a chiudere come spazio di proprietà esclusiva (cosa legalmente impossibile) un’aia dell’ex-podere Baldi-Papini/Cavalieri, poi Perrozzi.
Anche il basset hound di Gengis Khan sa che, in aree seminativo-arboricole, esistono servitù prediali ineliminabili. E che un’aia di fabbricato rurale è assolutamente pubblica come una piazza di città, perché vi confluiscono e vi si diramano strade vicinali/interpoderali, che il genio illuminato del sostituto Giuseppe Grieco (plinto di sostegno di Curreli) definisce – ovviamente per difetto di intelligentia rerum – materia di diritto non pubblicistico.
La cancellata, che si vede, è illecita ed è, perciò, un vero e proprio favore concesso all’escandescente non-dottore. Oltretutto la scaletta di accesso al giardino indebitamente recintato, è stata costruita direttamente sull’accesso all’aia di Via Vicinale di Lecceto e/o Bindino.

Tutta roba che, per la procura pistoiese – evidentemente schierata dalla parte del Ctu di Pescina, «prossimo sociale» del potere giudiziario –, è materia squisitamente di diritto privato (un corno!).
Per don Giuseppe Grieco tutto questo è un dogma come la verginità della Madonna. Il muro a retta, che si vede nella foto, è in perfetta rotta di collisione con le norme di cui all’art. 111, comma 2, del Regolamento Urbanistico di Quarrata. E dunque? Contano più le norme o l’arbitrio interpretativo dei magistrati “democratici e filo-costituzionali” come il Curreli & C.?
3. In questa foto sono visibili maggiori superfici trasformate, illecitamente, da muri a secco in muri cementati. Siamo ancora all’art. 111, comma 2, del Regolamento Urbanistico di Quarrata.
Arriverà mai a capirlo, questo, il sostituto con interessi specifici da karaoker con tendenza alla valorizzazione delle Ong antilegge?
4. Ancora particolari di cementificazione di muri a secco: non ammessi né ammissibili. Dunque: il Perrozzi, in ipotesi «prossimo sociale» del Curreli, è o non è un favorito (come sostengo da 7 anni 7) dal settore lavori pubblici e concessioni edilizie dell’inaffidabile Comune di Quarrata in mano a un’orda di pasdaran di sinistra che decidono – come si dice – «a corpo e non a misura», a nome del richiedente e non a filo di legge?
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5. Risalendo Via Vicinale di Lecceto/Bindino, questo è (all’anno 2025) lo stato dell’accesso a una parte della Particella 438, Foglio 44, Fondo Servente per espressa dichiarazione sottoscritta dal Perrozzi medesimo e non solo.
Tuttavia il dominus pescinatis, amico del Curreli, ha chiuso il tutto a cancelli come se si trattasse di proprietà esclusiva. Va inoltre ricordato che, su quel fazzoletto di terra accapannàta (= piena di capanne), il non-dottore ci ha passato guai e grane per motivi di edilizia abusiva. Chiedetene, se mai, spiegazione dettagliata alla sua avvocata pratese Diletta Lastraioli, non di rado particolarmente irritata, irritabile e irritante.

Tra l’altro nello stradello di accesso, sbarrato dal cancello, e oltre la cancellata stessa, anche se nessuno lo dice e fa di tutto per nasconderlo, scorre l’acquedotto pubblico di Lecceto, comune anche al Perrozzi medesimo, che vi attinge.
Più fondo servente di questo, cosa vuole la scontrosa avvocata Elena Giunti, degna Ippolita delle amazzoni con codice al posto della spada e dello scudo, pronte a morire per il danaroso, quanto calunniator, non-dottore?
In mezzo alla particella 438 corre perfino la Via Vicinale di Lecceto e Bindino. Quale prova migliore può esserci per determinare la servitù che vive e regna sulla sacra terra del Perrozzi?

Vorrà capirlo, tutto questo, prima o poi, Sua Altezza Serenissima lo Scout Terrapertista, redentore delle prostitute sulle rotonde di Agliana? L’uomo delle certezze assolute emananti dai suoi meàndrici-augusti preconcetti di arbitro giudiziario a tutto tondo?
6. Altro particolare illuminante. Poco sopra il cancello che vedete – e sempre sulla Particella 438, Foglio 44 – il ragionier non-dottore ha ottenuto (ancora concessione illecita da parte dei Lavori Pubblici) – due passi carrabili su terreno gravato da servitù stradal-vicinale.
Evidentemente nella Repubblica delle Banane di Lecceto, leggi e regolamenti non contano un cazzo. Contano invece i marchesi del Grillo: o i Perrozzi che sbandieravano lauree da Dott. legali come quella del Trota figlio di Umberto Bossi; o i sostituti alla Curreli, pronti a mentire, ai Gip e in aula, sostenendo che tutto ciò che io scrivo e ripeto da 7 anni, è privo di fondamento, solo perché un’alta scienza giuridica, e un megalitico senso del dovere hanno imposto a questi «portoghesi del pubblico impiego» di non svolgere alcuna indagine per non turbare la pace dei loro diletti affiliati.
7. Ed ecco i due passi carrabili illeciti concessi al Perrozzi su slarghi di Via Vicinale di Lecceto/Bindino, in Particella Servente 438, Foglio 44, e funzionali alla locale circolazione stradale e ai residenti.
L’uso pubblico delle piazzole, da tempo immemorabile, risulta anche dal contratto di acquisto Perrozzi-Compagnucci (si segnala la pag. 6), i coniugi che nel 1995 comprarono quei beni con tutti i vincoli nello stato di fatto e di diritto come goduto dai precedenti proprietari. L’ha firmato il Perrozzi, tutto questo: non il pericoloso stalker Edoardo Bianchini, perseguitato da un Curreli che non svolge indagini (evidentemente perché non vuole e non gli còmoda…).
In mezzo a queste due aberrazioni di passo carrabile, si apre il tronco Nord di Via Vicinale di Lecceto verso i civici 10-12-14-16-18.
Si tratta di una quarantina di metri tutti monitorati da una decina di telecamere piazzate lungo il percorso a onor del Garante della Privacy, che ne ha consentite altrettante – e tutte illecite, con motivazione secretata – al ragionier non-dottor Romolo, Ctu caro al Curreli; ma forse anche Agente 007 Licenza di fare il che gli pare in quanto... vicario de Cristo ’n tèra.
8. In questa foto il particolare della piazzola Nord-Est, in cui riposa, di notte, il lugubre nero carro funebre del ragionier non-dottor Perrozzi.
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9. Qua, il particolare della piazzola Ovest, in cui solitamente riposa, di notte, l’auto di Giada Perrozzi, figlia delicaticcia (certificato medico dell’ex-sindaca Sabrina Sergio Gori) del ragionier non-dottore, ma «padron del baccellajo» come si dice a Pistoja.
10. Al 10 la vista dei due passi carrabili illeciti con in mezzo la discesa-Nord di Via Vicinale di Lecceto verso i civici 10-12-14-16-18. Lode a te, o Curreli, cometa del Regno dei cieli!

11. La foto mostra la prosecuzione di Via Vicinale di Lecceto/Bindino nella direzione dell’Agriturismo Arancini. È un tratto stradale (di uso pubblico generalizzato, ma di proprietà privata) sul quale il favoreggiatore Comune di Quarrata, con il magnifico falso testimone Geom. Ing. Iuri Gelli, allevo di Marco Mazzanti re del burraco, fece realizzare l’impianto illuminazione a spese pubbliche.
Quattrini del contribuente per favorire i privati: è chiaro ’stu fatto? Lo capiranno in procura? O lì l’ignorantia legis per Currelos ceterosque iudices excusat et absolvit compagneros in saecula saeculorum amen?

12. Dulcis in fundo, ore rotundo. Ritorno al Castello del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, «prossimo sociale» di Claudio Curreli, e pregiato Ctu – ma aggressivo, falso, calunniatore a cottimo in tutto ciò che ha sin qui detto e fatto solo perché gli stavo sulle palle.
Chiedo – a Carlo Nordio, al Csm, alla Anm – come si possa avere fiducia in una magistratura in cui, magistrati alla Claudio Curreli, “senza disciplina e senza onore”, si permettono di comportarsi alla stregua del peggiore dei tiranni immaginabili: un autòcrate stile Dionisio il Vecchio di Siracusa, che, mentre parla di lotta alla mafia, di fatto favorisce illiceità e illegalità, perseguitando cittadini, che, come me, si sono rivolti alla procura non per mestare nel torbido cercando in ogni modo per imporre il proprio tornaconto e comodo, ma semplicemente per ottenere il pacifico esercizio e godimento di propri inalienabili diritti.
È questo lo stato di diritto di cui ci parlano i 10, 100, 1000 Curreli del NO, che grùfolano nelle nostre celesti procure?
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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