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piRandellate. GODI, CURRELI, POI CHE SCOUT SEI GRANDE, E A PIANTARE ALBERINI DI FALCONE, FRULLI IN TRISTOJA, OVE IL NOM TUO SI SPANDE…

  • liberastampa5
  • 19 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

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Con tutte le strettoje burocratiche del caso (oggi parlare con gli uffici pubblici, anche del tribunale, è diventata una corsa a ostacoli fra telefonate, appuntamenti e triglie alla livornese con baccalà mantecato…) ieri siamo riusciti ad avere le motivazioni con cui i tre dottori della legge del Riesame tristojano (Caterina Barberio presidente; Marco Granocchia giudice; Luca Amedeo Savoja giudice estensore) hanno deciso di assecondare le perversioni interpretative del Gip Alessandro Buzzegoli, per la seconda volta piegato alla volontà (secondo noi deviata) della procura di Coletta

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È vero o è tutto falso come i 2 euro che i cinesi stampavano a Prato e a Quarrata?
È vero o è tutto falso come i 2 euro che i cinesi stampavano a Prato e a Quarrata?

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SEMBRA LA FAVOLA DEL LUPO E L’AGNELLO:


ALCUNI POSSONO E GLI ALTRI AL MACELLO

 


Diceva, la grande Maria Giovanna Maglie (che Dio l’abbia in gloria), che le decisioni dei giudici sono decisioni dei giudici: ma che, fortunatamente, si possono criticare.


Lo ripeteva, in maniera ancor più autorevole, la stessa Margherita Cassano, prima presidente della Cassazione dal 2023 al 2025.


Personalmente non metto «in discussione la divisione dei poteri su cui si fonda lo stato di diritto», che, a mio parere, in Italia è ben lontano dall’esserci. Non insulto nessuno e mi limito semplicemente, sia pure in piena libertà di sàtira, a notare ciò che vedo e che – per Zeus Olimpio! – è più evidente della luce del sole.


Prendo a spunto un semplice passaggio – per ora uno soltanto – di quelli copia-incollati (e male, mi permetto di aggiungere) – dal giudice estensore del decreto che conferma la vittoria di una procura che bara (voce del verbo barare, indicativo presente, 3.a persona singolare) giocando su termini della lingua italiana che, ahimè, non conosce affatto e, con queste prove di esegèsi, dimostra di  non saper distingue.

Scrive infatti il dottor Luca Amedeo Savoia:



 Ora, a tutto concedere, sfido chiunque a trovare un filo logico (la legge è, ontologicamente, logica, ci insegnano…) in una grovigliosa miscela di norme che si contraddicono da sé. Una miscela, fra l’altro, mal confezionata in un italiano confuso e poco brillante e, perciò stesso, depistante.


Lo posso dire? Sì, lo posso dire. E per le ragioni seguenti tutte, che Coletta, e le sue guardie del corpo, odiano con tutte le loro forze, poiché detestano la verità:


«Io non ci sto!» disse il presidente scalfaro. Non in un ordine con un presidente nazionale che finanzia le carriere dei magistrati disegnate dal codice Rocco
«Io non ci sto!» disse il presidente scalfaro. Non in un ordine con un presidente nazionale che finanzia le carriere dei magistrati disegnate dal codice Rocco

1.      decine di anni di insegnamento – anche universitario – di Lingua e Letteratura Latina e non solo;

2.      pubblicazioni di filologia e interpretazione-traduzione, giudicate pregevoli dal mondo accademico italiano e straniero e utilizzate anche nella prestigiosa Federico II di Napoli (l’università in cui si sono formati Giuseppe Grieco e Luigi Boccia) come testi per corsi ordinari di Latino Umanistico e Medievale; o, nel caso dei Fescennini etc. di Claudio Claudiano, presi a base di ricerche e tesi universitarie;

3.      54 anni, ad oggi, di attività giornalistica (prima iscrizione: 4.12.72), con superamento dell’esame di stato per la professione di giornalista, nella 66.a sessione d’esame (3.10.1995).


Scusatemi se è poco, disse il pagliaccio agli spettatori del Circo Barnum.


Ma se io sono un clandestino (e non lo sono: anche se la rabbiosa, vendicativa, persecutoria, deviata procura di Pistoja lo sa bene, fino al punto, in ipotesi, di forzare i suoi pivelli di fresca nomina a sostenere un personaggio irricevibile come Claudio Curreli), cosa si deve pensare di vincitori di concorso in magistratura che, pur professando l’amor di patria nel difendere la Costituzione, chiedono il NO per carriere unificate onde poter godere sine die della struttura fascistica di figure di magistrati a cui lo stato di diritto non sfiora neppure l’unico mono-neurone rosso che li fa alzare al mattino per recarsi in ufficio al solo, unico scopo di sconvolgere la vita della gente comune a favore delle loro proprie «prossimità sociali»?


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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