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piRandellate. GUARDA IL FALSO EPIGASTRÀGICO E LO SGUARDO SUO NOSTÀLGICO: PER LA PIZZA E PE’ TROJÀI SCORDA PURE ANCHE I SU’ GUAI

  • liberastampa5
  • 19 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

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C’è un personaggio straordinario che, da circa sette anni segue tutti i processi massacratorii contro Linea Libera inventati di sana pianta dal Curreli. Dice che si diverte come al teatrino dei comici. Ieri mattina era in onda la storia del picchiatore fascioso Maurizio Ciottoli ai danni di Alessandro Romiti. Era della serie giudiziaria della tubata che Agnellon-Segatura tirò a un genitore presso la scuola di Vignole. Meno noto, ma sempre vero, il tentato strozzamento del leghista Silvio Buono. Poi toccò a Romiti, salvato da Lara Turelli…

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Benesperi, attento! È il battuto del Ciottoli ti fa venire le ruminazioni....
Benesperi, attento! È il battuto del Ciottoli ti fa venire le ruminazioni....

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QUANDO VEDE QUE’ BOCCONI


PIÙ NON SENTE GLI STRIZZÓNI

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Ma io ero in aula per seguire gli sproloqui di tre personaggi piRandelliani in cerca di autore: il Ciottoli che andava a singhiozzo come un’auto che c’ha la pompa della benzina in panne e spinge il propellente a zaffate.


Pizza e pecora inguazzata? Me ne fo ’na scorpacciata. E con le ruminazioni? Me ce gratto li cojoni!
Pizza e pecora inguazzata? Me ne fo ’na scorpacciata. E con le ruminazioni? Me ce gratto li cojoni!

Tra quello che diceva, quello che non-diceva perché non lo voleva dire, e quello che (provvidenzialmente) non ricordava, Segatura sembrava davvero quello che è: un mentitore matricolato. E pure odiosamente insinuante, offensivo e supponente, sotto un’apparente spalmata di miele di calcagno (non di castagno) più adatto al suo profilo spirituale o meglio alcoolico.


Segatura-Bottarga, altri soprannomi del Ciottoli, era l’imputato (meglio si direbbe dicendo l’amputato – ovviamente di cervello e buona fede) di atti aggressivi nei confronti del suo amico d’infanzia (l’ha detto lui sotto interrogatorio) Alessandro Romiti.


Poi mi sono divertito unmónte (tuttattaccato come scrivono oggi gli intellò che impongono sharia e jihad) a sentire il Benesperi sindaco. È una sorta di Giulietto che c’ha la sua Romea a Roma, sui banchi della camera per Fdi/Patrizio-La-Vanga, che saluta e poi ti stanga.


Luca-Giulietto, damo perfetto, era testimone (ovviamente falso) e doveva difendere “Furia cavallo del West che beve solo caffè, per mantenere il suo fascio più nero che c’è”. Anch’egli, il novio (dal femminile novia), falso, bugiardo e calunniatore (capito bene, avvocata Augustin, cosa dico e sottoscrivo?); che però, proprio in questi giorni, ha avuto la notifica da imputato per il reato di minaccia, come avete potuto leggere sopra.


Si raccontano minkiate lipperlì raffazzonate
Si raccontano minkiate lipperlì raffazzonate

Si vede che il Benesperi ha frequentato il Ciottoli. Il Ciottoli, infatti, detto Bottarga proprio perché è un frucchióne in cucina (e solo tra pentole e mestoli dovrebbe stare), deve avergli parlato della sua attività cul-in-aria.


Così, quando Tommaso Cerno atterrò a Agliana, prontamente Bimbominkia si prostrò a’ su’ piedi, ma… poiché era turbato dalla presenza di pericolosi anarchici insurrezionalisti, si rivolse a uno di loro e gli sputò in viso la famosa frase: «Te prima o poi tu trovi qualcuno che ti fa un battuto».


Battuto è, appunto, il lascito linguistico che bimbominkia ha ricevuto dal Bottarga, mente stretta e bocca larga. L’iroso Ciottolo s’acquistò perfino l’appellativo di assessor Panettone, perché a Natale del 2019, salito al potere dal luglio (cito dall’egregio dizionario del giudice Paolo Fontana, luminoso esempio di conformista a testata sbassata), regalò, ai prima spregiati dipendenti comunisti, un bel Panettone a testa.


Leilì ’un è ma’ stata della Lega. No
Leilì ’un è ma’ stata della Lega. No

Fede (di cavarsela comunque) il Ciottoli, ovvero Agnellone Segatura Panettone Tubatore etc.; Speranza (di non ruminare con i calzini ai piedi) il sindaco Bimbominkia; Carità (fatta persona), che non riusciva a star ferma sulla sedia neppure se ce la inchiodavano mentre testimoniava a favore del suo ex-Mèntore-culinario, c’era lei: la gloriosa Claudia Vilucchi sta’ attenta che tu sbùcchi.


La qual paréasi un grillo in sulla bràcia: incazzata con tutto e tutti; forse anche perché il Ciottoli non ce l’aveva fatta a ungerla comandanta in tempo, prima che De Gaudio (e i cervelloni della procura) la facessero finire nel tritacarne giudiziario in cui infilò il naso anche l’eccellentissima Luisa Serranti, la magistrata che, pur venendo dall’ufficio delle entrate, non aveva mai imparato, neppure in uscita, la differenza che passa tra un fornitore e un contribuente del Comùn di Quarrata-brava gente, col sindaco Tannàcc-uncontaniente.


Da questo punto di vista la procura di Pistoja non è affatto – come erano abituati a dire in maniera malevola a Firenze – un porto delle nebbie: è, al contrario, lo splendore brillante del Prill, l’anti-spórco-sècco di Cocco Bill.


Qui ci s’era noi di Linea Libera co' inNoci. E bBimbominkia gli s’è dàho noi a’ ibBenespèri...
Qui ci s’era noi di Linea Libera co' inNoci. E bBimbominkia gli s’è dàho noi a’ ibBenespèri...

È stata, per la cronaca, proprio la Vilucchi a gratificare il Benesperi del titolo nobiliare di Bimbominkia, non noi di Linea Libera. Ma, con solare evidenza, agli inaffidabili non manca mai il tempo e la voglia di coagularsi fra loro, in nome della falsità, e più ce ne metta chi più n’ha.


Il Ciottoli l’ha chiamata come testimonja a suo favore. Cristo! Ma era fatto noto che fra loro corresse un ottimo buon sangue; migliore assaj d’un Chianti Gallo Nero! Con tutte le stronzate sparate dopo aver fatto il giuramento di rito, dalle risate mi sono sbellichìto (licenzia poetica).


L’ultima battuta, prima che cali il sipario, la dedico volentieri, però, al Minkiolìn. La presenza di Tommaso Cerno è stata, per il mangiatore smodato di pizza e di pecora in umido a San Michele, alla faccia delle diarree e delle epigastralgìe simulate, su cui ha giocato la apparentemente mite avvocata Elena Augustin, una specie del coniglietto mannaro come Arnaldo Forlani segretario della Dc; l’ultima battuta, dicevo, la dedico al senza-calzini, ma talora anche, purtroppo impropriamente, in-calzinato (lui sa perché…). Cerno è stato, per il sindaco delle ruminazioni, una vera e propria Cerno-byl. E il Minkiolin ha sbroccato alla grande.


Quella sera, e non a caso, pisciò, Luca, fuor del vaso…
Quella sera, e non a caso, pisciò, Luca, fuor del vaso…

Forse che nel battuto del Ciottoli c’era stato messo tropp’aglio d’Agliana e una quantità industriale di mellétta della Blimunda, la signora tanto cara al Curreli, gloria a lui nell’alto dei cieli?


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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