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piRandellate. IL CIÒTTOLO D’OMBRÓN (NON È UN SEGRETO) OGNI VOLTA CHE PARLA EMETTE UN PÉTO

  • liberastampa5
  • 29 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

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Insomma Maurizio, l’assessore avventizio, scelto dal Benesperi, ruminator di pensieri, s’è messo in testa d’essere una copia maggiore di Massimo Cacciari. E, prima o poi, lo intervisterà perfino la famosa Dietlinde Gruber, nota al volgo come Lilli, a Otto e tre quarti[ni] di Riesling

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ED OR CHE, BONTÀ SUA, FILOSOFEGGIA,


SUPERA L’ALIGHIÈR NELLA SCORRÉGGIA

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1. Che Maurizio Ciottoli sia di destra, è una realtà conclamata: ignota solo a un sostituto dormi-veglia come Luigi Boccia. Dormi-veglia perché nemmeno si accorse che, facendosi concedere la residenza nella casa in cui abita, ma che all’epoca era senza porte e senza finestre, di fatto abitava in Via dei Matti numero Zero. Ma i magistrati che chiedono ferocemente le nostre condanne, possono anche permettersi di mentire ai pubblici ufficiali dell’anagrafe: loro non violano mai l’art. 495 cp; perché le leggi le hanno nelle loro mani e le adoperano come La scimitarra di Kien-Lung, come meglio credono e con princìpi del tutto discrezionali. È probabile che Boccia avesse avuto anche un aiutino da parte di un comandante dei vigili pistojani, con cui condivideva l’insostenibile passione per il Club del Napoli…



2. Che Maurizio Ciottoli sia un aggressivo che piglia a tubàte per strada la gente che gli sta sui coglioni, è un’altrettale realtà conclamata. Esiste una querela di un “tubato” (= preso a tubate) vicino alla scuola di Vingole. Querela poi ritirata. Quanto pagò per levarsi il dito di culo?


3. Che Maurizio Ciottoli sia un violento che piglia per il collo la gente (nella fattispecie Silvio Buono, direttamente in Comune) e cerca di strozzarla, è un’ulteriore realtà documentata e, pertanto, documentabile, alla faccia di Giggino (non di Maio ma) Boccia.


4. Che Maurizio Ciottoli sia una specie di squadrista che piglia a calci la gente direttamente in Comune, è fatto certo, documentabile e confermato da testi in aula: anche se, sempre il Boccia dormi-veglia, ha sottovalutato certi suoi comportamenti, ignorando gli aspetti più tragici della violenza privata (scomoda per la procura di Pistoja), aggravata dal modo di agire di un assessore che, democraticamente, tenta di impedire l’ingresso in Comune a un cittadino di Agliana “per livór di fascione” messo in mutande e, giustamente, sputtanato per ciò che è e rappresenta: il peggio della menzogna, delle [s]promesse mancate e, in ultima analisi, del neofascismo nostrale.


Ciottolin che canta al vento, sei, tu, o no troppo violento? Tu che sbotti a tutte l'ore e che chiaman tubatore?
Ciottolin che canta al vento, sei, tu, o no troppo violento? Tu che sbotti a tutte l'ore e che chiaman tubatore?

Va quindi detto che delle accuse di diffamazione che il dormi-veglia Boccia riconosce allo squadrista al “nero d’inferno”, i capi d’imputazione sin qui contestati valgono quanto una delle capsule usate dalla famosa macchinetta da bar di Che amor di caffè.


Sul settore sceriffo, falso testimone e calunniatore – in gloria al dormi-veglia Boccia – saranno le testimonianze stesse dello squadrista nero a fare il resto e a demolire l’infima stupidità del copia-incolla privo di fondamento caro ai magistrati della procura pistòjka: se non la peggiore d’Italia, almeno delle prime dieci peggiori d’Italia – come un tempo, nel settore istruzione fu, il glorioso, ma oggi massacrato, Liceo Classico Forteguerri, ridotto alla funzione di straccio da pavimento grazie al costante impegno di erosione culturale, iniziata dall’arrivo di prèsidi d’ispirazione democratico-asinista.


 Ma basta! Keine langatmigen Pipponi mehr, basta con le seghe strascicatei!


Da quando è “cresciuto di grado” – da semplice squadrista sfigato a ufficial aspirante Federale, agli ordini di Patrizius von der Felsen-Spaten, ossia del senatore FdI, La Pietra-Vanga –; e si sente più grande e più forte che prìa, l’assessore ha iniziato a studiare Essere e Tempo di Martin Heidegger; e ha particolarmente approfondito il tema della “distinzione amico-nemico” che ha preso avvio dalle riflessioni di Carl Schmitt.



In altri termini: ha tradito gli amici ed è passato ai nemici. Non senza, credo, un aiutino da parte della sua compagna di colazion/merende, l’egregia Aveta, più leggera della seta.

Insomma Maurizio, l’assessore avventizio, scelto dal Benesperi, ruminator di pensieri, s’è messo in testa d’essere una copia maggiore di Massimo Cacciari. E, prima o poi, lo intervisterà perfino la famosa Dietlinde Gruber, nota al volgo come Lilli, a Otto e tre quarti[ni] di Riesling. Lo farà parlare grazie alle sue manovre inciuciste: dal favoreggiamento di don Tofani con tutti i 6 mila euro dello stato per la pandemia; al protezionismo sfacciato (àuspice la stessa Aveta) nei confronti di uno pseudo dipendente comunale – usurpatore di posto pubblico indebito –, il mai-comandante Nesti.


Le prove di quello che dico, il dormi-veglia Boccia le trova tutte a verbale nella causa che vede il gewalttätiger Buhmann (= picchiatore nero) dichiarare che la giunta di destra depose le armi contro l’usurpatore dopo essersi fatta convincere da un parere (si noti: parere…) di un civilista, Sauro Erci, amico dell’Aveta e pertanto in conflitto d’interessi.


Che puttanajo le amministrazioni comunali italiane, gente? Sì che puttanajo e di più. Specie ove si pensi che, al giorno d’oggi, il Nesti-Nessuno, a stipendio garantito dai coglioni cittadini di Agliana, è diretto dipendente (ovviamente pacificato) di Agnellon-Segatura-Bottarga-Panettone-Picchiatore-Sceriffo-Tubatore-Strozzone-Falsoteste-CaluGna per far rima con sugna etc. etc.. Ma alla procura pistojana “glipiacecosi.it”.



Il Ciottoli, attualmente, è più gonfio di sé del famoso proverbiale «rospo d’Arezzo» (in dialetto: de Rezzo); quello dello sfottò senese in cui un contadino trovò un rospo e lo rinchiuse in gabbia credendo che fosse un uccello. Poi iniziò a curarlo con cibo e acqua. Ma poiché l’animale restava sempre immobile in un angolo, il contadino finì per sbottare con la celebre battuta: «Mangère ’un vo’ mangère, bere ’un vo’ bere, cantère ’un vò cantère e a toccàllo gonfia: ma che uccellaccio se’?».


Che volete aspettarvi di più? Che l’uva faccia i fichi? Le «autorità costituite» sono in stato di avanzata marcescenza: e i batteri saprofiti ne approfittano per marcificare i legni in guazzo. Legni di una repubblica che, anche grazie alla sinistra degli intellò e agli illuminati del NO riforma giudiziaria, conducono in una sola direzione.


Trasformare l’Italia – il processo è ormai quasi a fine – in una puzzolente torbiera con l’ausilio della legge in mano a tiranni.


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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