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piRandellate. IL CURRELI FA IL MAZZIERE: DÀ LE CARTE ROSSE E NERE. DÀ I MATTONI, DÀ LE PICCHE, COME FÀN TRICCHE E BERLICCHE

  • liberastampa5
  • 23 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

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L’Intelligenza Artificiale ci avverte che, secondo il Vocabolario Treccani, la parola “mazziere” ha due significati principali derivati dal termine “mazza”. Nel gioco delle carte è chi tiene il mazzo e distribuisce le carte ai giocatori. È, insomma, il cartaio. Nel cerimoniale e nella musica è la persona incaricata di portare una mazza decorativa – come gli uscieri e i guardaportoni dei palazzi storici, oppure chi guida un corteo, dirige le cerimonie o marcia in testa a una banda musicale segnando il tempo

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Prive di fontamento? Ma Curreli ne ha svolte indagini o si è comodamente limitato ad annusare le stupidaggini scritte dai dipendenti infedeli del favoreggiatore Comune di Quarrata, causa di tutti gli abusi?
Prive di fontamento? Ma Curreli ne ha svolte indagini o si è comodamente limitato ad annusare le stupidaggini scritte dai dipendenti infedeli del favoreggiatore Comune di Quarrata, causa di tutti gli abusi?

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AD ALCUN CLAUDIO DÀ I CUORI


MENTRE AD ALTRI GUAI E DOLORI

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Quel gran genio del mio amico, Lui saprebbe cosa fare. Lui saprebbe come aggiustare. Con un cacciavite in mano, Fa miracoli. Ti regolerebbe il minimo, Alzandolo un po’. E non picchieresti in testa, Così forte, no. E potresti ripartire. Certamente non volare. Ma viaggiare…, così Lucio Battisti nel 1977.

 

Dio ci scampi da questa Italia, brava, buona, giusta, cattolica e cambogiana...
Dio ci scampi da questa Italia, brava, buona, giusta, cattolica e cambogiana...

Con Herr Claudius parodiare quella canzone è facile e verace come le vongole: Quel gran genio del Curreli, Lui saprebbe che inventare. Lui saprebbe come agire. Con un Codice Penale Fa miracoli. Ti darebbe anche gli arresti, Prolungandoli un po’. Non commetteresti crìmini Così sciocchi, no. E potresti essere a posto. Certamente non volare, Ma ossequiare

 

Ma per ossequiare anche le invenzioni claudiane più assurde – come lo stalking giornalistico, conjato di sana pianta da von der Kagliaren a protezione di sue «prossimità sociali» –, bisogna essere “tagliati” come molti dei suoi colleghi: Patrizia Martucci, Luca Gaspari, Tommaso Coletta, Chiara Contesini, Paolo Fontana, Giuseppe De Marzo, Alessandro Buzzegoli, Caterina Barberio, Marco Granocchia, Luca Amedeo Savoia e molti altri in fila.

 

Chi nasce per ossequiare, contiene ontologicamente in sé anche il germe del voler essere ossequiato. Ed è, forse, per questo suo sentirsi inadeguato nel mondo, che preferisce mettersi al sicuro come un manzoniano don Abbondio:

 

Don Abbondio […] non era nato con un cuor di leone. Ma, fin da’ primi suoi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que’ tempi, era quella d’un animale senza artigli e senza zanne, e che pure non si sentisse inclinazione d’esser divorato. […] Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.

 

La sua “vocazione” nasce da questa fragilità. La tonaca, per il prete dei Promessi Sposi, è semplicemente l’omòlogo della toga da Pm per chi – sempre per usare un’espressione cara al Manzoni – ha una incomprimibile voglia di “protagonare” usando come strumento la volontà di raddrizzare le gambe ai cani ad ogni costo. La catena del comando (o inganno del potere) è proprio questo e non altro.


Personalmente non sono nato per ossequiare. Ma se anche rinascessi, buddanamente, altre duemila volte, sono certo che tornerei sempre nel mondo non con una comune colonna vertebrale, ma con un tubo di acciaio inox al suo posto.

 

Riusciranno i nostri amici a capire quello che c’è scritto...?
Riusciranno i nostri amici a capire quello che c’è scritto...?

Ecco il motivo per cui ho deciso di fare il giornalista e l’ho sempre fatto dal 1967 ad oggi: 59 anni; un anno in più dell’età del Curreli, nato sessantottino, scout, cattolico praticante, redentore delle prostitute e terrapertista-accogliente, iperattivo e irrefrenabilmente portato non al ragionamento terzo, imparziale e indipendente, ma a un autoritarismo beota che equivoca il diritto e la legge con la mazza della giustizia. Gliela hanno messa in mano, quell’arma, e lui la adopera, motu proprio, per violarla – la sua amata Costituzione. Non certo per renderle onore come la Ballatetta dell’esilio del Cavalcanti.

 

E quando, come fa Herr Claudius seguendo suo personale modus operandi, si dànno per certe delle circostanze che sono vergognosamente smentite da fatti e documenti certi, si sviluppa – intorno alla persona – quell’alone di comico che si trasforma in ridicolo nella commedia riservata ai coglioni pronti all’ossequio.

 

Questo elemento comico che genera il ridicolo, è evidente, ictu oculi, nel sostenere, da parte del Curreli, che le mie denunce sulle questioni Perrozzi e Nesti (le altre querele sono tutte fantozziane cagate pazzesche e gli sono servite solo per fare massa d’urto contro di me e niente più) erano del tutto prive di fondamento.

 

Curreli ha tutte le carte in mano. Che intenzione ha? Di farle sparire come il famoso fascicolo di Padre Fedele Bisceglia...?
Curreli ha tutte le carte in mano. Che intenzione ha? Di farle sparire come il famoso fascicolo di Padre Fedele Bisceglia...?

Ma può essere, questo, vero e indiscutibile solo perché lui è lui (da buon marchese del Grillo) e io non sono un cazzo?

 

La modesta intelligenza dell’uomo rifulge di luce propria in questa sua indocumentata analisi ad usum Delphini. Ed emerge non solo in questo caso, ma – secondo gli indici della sua arroganza ed infallibilità – anche nella vicenda dell’avvocata Francesca Innamorati di Firenze, accusata di aver quantomeno non custodito il suo cellulare con la diligenza e cura dell’optimus pater familias: cosa che – nella mente infallibile di Claudius – è dato come inconfutabile. Io, però, so per certo, avendone le prove, che l’insindacabile certezza del Curreli è non più certa di una luminosa “pippa di magistrato” che non ammette sconfitte per le sue tesi del Menga.

 

I fatti, eccellentissimo Claudius von der Kagliaren, alla fine parlano da soli. E i fatti sono questi:

 

1.      il Perrozzi è stato favorito – e non pur solo una volta – dal Comune di Quarrata. Ha costruito come ha voluto e ha ottenuto ciò che non doveva ottenere. Le prove, Her Claudius, Lei le ha nel cassetto. Se è capace di leggere e capire ciò che legge, lo faccia e dia, una buona volta, prova di essere davvero terzo, imparziale e indipendente;


2.      il Nesti è campato alle spalle del Comune di Agliana (protetto dalla sinistra, dal centro e, oggi, dalla destra di Bimbominkia “assinistrata” con la Torresi) dal 2000 ad oggi. Si chieda, da genio del diritto penale qual è, se Nesti ha mai vinto un concorso per il posto usurpato di comandante dei vigili, e per quello che gli è stato donato a gratis dopo le squallide vicende da “compagni” gestori del potere nepotistico e mafioso.


Dottor Curreli, il Professore deve essere il primo a conoscere la materia che insegna, non crede...?

Detto questo… Ma Lei, Herr Claudius, non prova vergogna di essere com’è? Non si sente a disagio se, per caso, pensa a come mi ha perseguitato e dissanguato da ormai quasi 7 anni di accanimento degno più di un disegno criminoso di abuso di potere che di un’opera di giustizia come Costituzione comanda...?

Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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ELOGIO DELL’IDIOZIA

 

Il problema non è il mondo. Sono i cretini che vi circolano e si fanno belli leccando il potere...
Il problema non è il mondo. Sono i cretini che vi circolano e si fanno belli leccando il potere...

Grazie all’opera di Herr Claudius, e al fatto che stranamente tutte le mosse della procura filtrano fuori degli uffici dei “segreti di Pulcinella” e vengono reimmesse in circolo pubblico per essere strillate con il megafono da Via di Lecceto n. 1 (residenza del ragioner non-dottor Romolo Perrozzi, falsario, calunniatore e stalker) e dall’area dell’Agriturismo Il Calesse di Via Carraia 215; ieri c’era (in Via di Lecceto n. 1) una gentilissima signora deficiente che strillava che “si sta stringendo il cerchio intorno” a me; e che oggi, 23 giugno, io dovrò piangere.


La cretina – che fa parte, evidentemente, dei clienti-leccaculo dei due indirizzi di Lecceto – ha perfettamente ragione. Oggi piango. Per quanti deficienti ci sono al mondo.


Con lei e i magistrati in prima linea. Ovviamente solo quelli che, come Curreli, lavorano non per la giustizia, ma per i loro falsi sogni di una notte di mezza estate

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