piRandellate. IL GIURAMENTO TRADITO DEI DIFENSORI DELLA COSTITUZIONE E DELLE LEGGI
- liberastampa5
- 4 mag
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L’intelligenza artificiale mi dice che «Il giuramento dei magistrati ordinari (giudici e Pm) in Italia è un atto solenne e formale obbligatorio per l’assunzione delle funzioni, solitamente pronunciato all’inizio della carriera o dopo il tirocinio. La formula, che impegna alla fedeltà alla Repubblica e all’osservanza delle leggi, mira a garantire indipendenza e imparzialità»
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A GIURAR PRESTI I MENTITOR SON SEMPRE *
La formula classica, stabilita dal Regio Decreto n. 12/1941, ma aggiornata nel tempo, recita:
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere col solo scopo del pubblico bene i doveri del mio ufficio
Poi l’intelligenza artificiale aggiunge:
Punti chiave del giuramento sono
Quando: Viene prestato dai magistrati ordinari in tirocinio (Mot) prima di assumere le funzioni, solitamente dinanzi alla Corte d’Appello.
Obbligo: È un atto necessario per entrare formalmente nell’ordine giudiziario.
Impegno: Con il giuramento, il magistrato si impegna a svolgere le proprie funzioni con indipendenza, imparzialità e rispetto della Costituzione.
Magistrati Onorari: Anche giudici di pace e onorari devono prestare un giuramento analogo, in quanto tenuti agli stessi doveri.
Proprio seguendo questa falsariga, la prima cosa che viene in mente è quella di associare (è forse un oltraggio alla magistratura?) il giuramento ad alcune figure di magistrati ossequiosamente ossequiati anche sulla piazza pistojana.
E intendo parlare – due fra tutti: ma senza escluderne molti altri – Claudio Curreli e, del pari, il procuratore capo Tommaso Coletta.
È qui che – mi sanguina il cuore per Mattarella, primo magistrato d’Italia… – mi si crea il corto circuito della ragione e della logica del diritto.
Noto, infatti, che:
1. Curreli sgallétta a destra e a manca, indisturbato e intatto da qualsiasi censura, pur avendo rovinato la vita di Padre Fedele Bisceglia e di chissà quanti altri (noi compresi di Linea Libera), e pur dedicando gran parte delle sue personali risorse più che allo studio dei casi che attrae a sé e porta avanti a squallidi copia-incolla, ai suoi interessi personali: favoreggiamento della clandestinità; scoutismo e millantata cittadinanza attiva intesa come acrìtico assenso dei cervelli di minori verso l’autorevolezza/autoritarismo della sue parole di magistrato; salvazione delle prostitute sulle rotonde di Agliana e piantumazione di «alberini di Falcone» in nome della lotta alla mafia che – absit iniuria verbis – è proprio lui per primo a non combattere. Oppure dimostrate il contrario seguendo però il suo generoso modus operandi profuso nella difesa di gente come Romolo Perrozzi; Andrea Alessandro Nesti; sua moglie la Blimunda; il sindaco Bimbominkia; lo squadrista aggressivo Maurizio Ciottoli etc… Eppure Claudius von der Kagliaren ha 15 mie raccomandate con tutti i documenti incontestabili delle colpe dei personaggi suindicati. Se è fedele in tutto come nel suo giuramento, stiamo freschi e serviti!

2. Coletta, dal canto suo, come un márqueziano generale nel suo labirinto, intatto, tuttavia, e intangibile (anzi: proposto per altri avanzamenti di carriera verso Lucca, nonostante l’infamante episodio del favoreggiamento della sorella di Luca Turco, la famosa Lucia Turco di Concorsopoli-Careggi) dal suo arrivo ha notevolmente peggiorato la vita di tutti con il suo roboante incardinamento in quel di Vanni Fucci.
E si è distinto per il merito di aver codificato e stabilizzato (con l’avallo de’ suoi cavalieri della tavola rotonda del Csm) il rifiuto dell’estrazione di copia di documenti a fascicolo di tutti quei “perseguitati politici” che compajono indecorosamente afflitti nei libroni neri delle vittime dello stalking giudiziario pistojano. Se è fedele in tutto come nel suo giuramento, stiamo freschi e serviti!
Non ho mai visto un paese ridotto peggio dell’ItaGlia da così tanti demo-sinistri che, dopo aver giurato fedeltà alla repubblica e alle sue leggi, tutti i giorni si presentano in ufficio e – come direbbe Claudius von der Kagliaren – di quel giuramento «fanno strame» senza ritegno e senza pudore.
È di stamattina la notizia che l’ItaGlia (che ha votato NO al referendum a favore della dittatura dei giudici) è passata, quanto a libertà di stampa, dal 49° al 56° posto nel mondo.

Un bellissimo salto del gambero, soprattutto grazie a una classe di giornalisti che – giurata la propria fede alla sinistra – si autotaglia gli attributi in nome del politicamente corretto, invece di fare il proprio dovere unico e ineliminabile:
È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Se lo ricordi, Carlo Bartoli, invece di patteggiare ruffianamente con i contributi ai suoi amici togati dell’Anm!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
Vittorio Alfieri


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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