piRandellate. IN TOSCANA E A PISTOJA COMUNISTA, PERSINO IL “CUCCUTRÌLLO” SCENDE ’N PISTA
- liberastampa5
- 4 lug
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Ieri 3 luglio La Nazione c’ha regalato grandi emozioni raccontandoci del “mostro di Masiano”. Evidentemente ogni comunità c’ha il suo. Delle volte anche più d’uno. La notizia era certamente curiosa e tale da far cronica. Peccato che fàcci cronica solo immóstro, che ci sarà/non ci sarà, chi non muore lo vedrà. Mentre…
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MA SU CERTEZZE TU POTRAI CONTÀ:
IL GENIO GIANI E LA... «FELICITÀ»
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Mentre le mostruose operazioni, che di giorno in giorno si vedono fra i tutori della legge – e intendo chiaramente parlare della malagiustizia che forza l’interpretazione delle norme fino a favoreggiare gli amici e rovinare, scientemente, i nemici – non fanno neppure l’effetto puntura-zanzara. Basta tacere e stai sereno.

Evidentemente i giornalisti pistojani sono assai più portati alle puttanate curiositàrie che non agli attentati alle libertà (per esempio) di stampa, che più della metà della procura (il fu-Coletta col gagliardetto in mano) da 7 anni 7 sta inventando di sana pianta perché Linea Libera deve essere strangolata in quanto pericolosa perché dice il vero. Anche sui magistrati.
Ciò, tuttavia, non scandalizza più di tanto. Di giornalisti veri, in circolazione, non ne vedo.
Piuttosto vedo molti scribi a comando che, per obbedire ciecamente alla cellula di partito di Vicolo Malespini 1 a Firenze (sede del sedicente Ordine dei Giornalisti presieduto da Giampaolo Marchini), sarebbero capaci – se gli venisse chiesto – perfino di raccogliere tutti i chicchi di un sacco di riso, sparsi per terra, uno a uno, piegati a quattro zampe e con la punta della lingua.
Evidentemente il cuccutrìllo ipotetico fa vendere più giornali (due o tre in più, non di più…) di un Claudio Curreli che piagnucola in aula, con il giudice Marco Granocchia, per la scelta di un rinvio di un procedimento penale “a una data in cui lui non potrà essere in aula”.

Pensate al paradosso: lui, il messia della giustizia; il presidente locale della Anm nostrale (per rifare rima: un etto e mezzo a quintale); il sostituto che per sette ottavi del suo tempo è fuori sede, e manda in aula des demoiselles au pair come certi Vpo più condizionati dei condizionatori dell’ufficio di Ursula von der Leyen a Bruxelles; lui che pianta alberini di Falcone, ma molte più grane impastate a esposizione; o che, usignòl, gorgheggia, al karaoke, dinanzi a gente in gruppo come l’oche: proprio costui si duòle che alla prossima udienza essere presente ’un pòle (presente indicativo pistojano del verbo potere, terza persona singolare: non può).
Non c’è più religione direbbe Pap-Leone. Ma meno mal che qualche lefevriàno alza la voce in questo impèr ruffiano. Ed urla ai quattro vènti contro i lecchini squallidi e contenti. E dove stampa tace ed è omertosa, madonna mafia veglia e non riposa.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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IL CASO PER IL QUALE
NON PAGHERÀ NESSUN “MESSO PAPALE”…



![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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