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piRandellate. L’ITAGLIA ANTIFASCISTA CHE VOTA COMUNISTA E CHE DOP’ 80 ANNI CI DÀ ’N MAN’ A’ TIRANNI...

  • liberastampa5
  • 9 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

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Mentre Claudio Curreli, appena tornato dalla Sardinia, guizza di qua e di là come un grillo per difendere la legalità e tenere sotto controllo il malaffar di Pistoja, mi vien di fare un paragone fra i miei arresti domiciliari e quelli riservati al grande Adinolfi. Evidentemente le aberrazioni mentali dei disturbati manettari non hanno limiti e confini: ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini…

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«Io e te, io e te. Perché io e te? Qualcuno ha scelto forse per noi? Mi son svegliato solo, Poi ho incontrato te: Il Curreli un volo diventò per me…»
«Io e te, io e te. Perché io e te? Qualcuno ha scelto forse per noi? Mi son svegliato solo, Poi ho incontrato te: Il Curreli un volo diventò per me…»

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TRATTATI COME CANI


DA TOGHE SETTENANI

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È confortante vedere la fede che anima i pistòjci per quanto riempiono il tempio di San Zeno, di speranza pieno. Voglio dire il Duomo, sulla cui piazza sorge pur la procura, che alle spalle de’ bischeri starnazza.


I pistòjci sono campioni assoluti di innocentismo giudiziario...
I pistòjci sono campioni assoluti di innocentismo giudiziario...

Ciò mi è più che sufficiente – sempre come dimostrazione per assurdo – a non credere che lui possa esistere (il soggetto sottinteso è: Dio, Theòs, Deus, Dieu, Good, Gott, Bog e, in lingua zulu, Nkulunkulu) e operare nel mondo.


E che crederlo sia lo stesso che ritenere che Nessie, il mostro di Loch Ness, sia la sorella minore di Gesù, quella che bazzicava le vie di Gerusalemme insieme alla famosa Maria Maddalena.


Ciò introduce, ontologicamente (cito da Coletta, tanta politica e giustizia ristretta), l’idea che Pistoja si faccia strada anche nel primato dell’e-ccesso giudiziario.


Il salto logico è notevole e più lungo del ponte sullo stretto di Salvini, ma si sa: l’analogia (abusata dal Curreli e dai suoi compari, quando si inventano persino lo stalking giornalistico) fa, all’occorrenza, salti da gigante.


Facciamo un paragone fra me e Mario Adinolfi, per esempio? Tutto sarà chiaro come un teorema di Euclide:

Quel che non c’è sul codice, se lo inventano da sé...
Quel che non c’è sul codice, se lo inventano da sé...

1.      Io: avrei raccontato infamie (in realtà storie vere e documentate) su personaggi di dubbia fama (Perrozzi, per iniziare: il ragionier falso-dottore, ma pregiato Ctu del tribunale di Pistoja).


2.      Adinolfi: avrebbe raccolto fondi per oltre 5 milioni di euro e avrebbe truffato i suoi clienti (deficienti e in ipotesi malafedosi) che, come Calandrino del Boccaccio, credevano di poter trovare un’elitròpia finanziaria con guadagni del 40% su ciò che investivano.


Risultato: io, 104 giorni di arresti domiciliari; lui, arresti domiciliari come me.



C’è una logica, in questo? C’è un motivo per mettere sullo stesso piano l’esposizione di fatti veri e accertabili ma mai voluti accertare da Curreli (come i benefici immeritati del ragionier non-dottore da parte del Comune di Quarrata), con le manette ad Adinolfi per ipotesi di fregagione di 5 milioni e passa di euro, ed evasione di oltre 400 mila lilleri?


Non aggiungo altro. Ma i pistojesi (anche magistrati) come definirli se non “turbati da sindrome di Nkulunkulu in terra”?


Gli esami non finiscono mai (Eduardo De Filippo). Quelli psichiatrici (che voleva Nordio per i togati) dovrebbero essere ripetuti – in via prudenziale – ogni sei mesi.


Volete ancora darmi i domiciliari (signori Curreli & C.) perché prendo alla lettera l’art. 21 della Costituzione?


A me va bene. Ma allora è vero tutto quello che sto dicendo da 7 anni 7. E che lo stalker non sono io, ma altri!


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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