piRandellate. PER LA TOGA “ASSINDACATA” LA CARRIERA È ASSICURATA
- liberastampa5
- 5 giu
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Se la battaglia di Ponte Milvio del 28 ottobre 312 d.C. si fosse svolta ai nostri giorni, l’imperatore Costantino al posto della croce di in hoc signo vinces avrebbe sognato il logo della benemerita Anm, garanzia di vittoria contro ogni male per tutti i suoi consociati
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E SE SBAGLIA O NON LAVORA
NESSUN MAI LA BUTTA FÒRA
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Ma noi siamo clandestini. Voglio dire noi che abbiamo tenuto in vita (e riporteremo alla luce) Linea Libera anche contro la volontà di chi conta non perché conti di per sé o sappia per contare, ma solo perché, approfittando della Costituzione, e grazie al voto di milioni di stranieri (che la fanno da padroni in casa-Italia) è riuscito a vincere un referendum sulla giustizia più truccato di Marilyn Manson o di Achille Lauro.

Come la testa del mitico poeta Òrfeo, mozzata dal corpo e trascinata dal fiume, continua a ripetere ossessivamente il nome dell’amata Eurìdice, anch’io – incessantemente – continuerò a ripetere, se necessario anche fino alla nausea, la vergogna di una giustizia penale pistojese esercitata usando il potere in maniera distorta, violenta e persecutoria. Sempre protetta da guardiani (tribunale di Genova, Csm, ministeri) che non hanno e non vogliono guardiani. E proprio mentre ci spiegano che… la legge è uguale per tutti.
Allo stesso tempo, ripeterò che questa nazione, spogliata di ogni certezza del diritto, è vittima di una setta di un migliaio di ignobili padrini che proteggono i loro adepti e colpiscono i plebei che non fanno la volontà della Madre loro, la SS Anm. I fatti sono dinanzi ai nostri occhi. È inutile che tutti facciano finta di non accorgersene.
Non di solo pane vive l’uomo (infatti anche Curreli mangia e beve; e canta anche al karaoke), ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Un Dio il quale, per certi magistrati, è, di fatto, una Dia appellata Anm, associazione nazionale magistrati. Una Dia che assolve e protegge e che – di caso in caso e di volta in volta – salva il lato B ai Curreli o fa avanzare la carriera dei Coletta “figli d’arte”.

I loro fatti & misfatti sono noti. Ma i pistojani d’entro le mura; gli intellò catto-com/doc, che si adunano a pregare il Dio Mammona-€urona in circoli riservati ai loro caminetti; loro che provengono da pistòjci che nel ventennio ti[fava]no Dux e che oggi tifa[va]no profondo rosso, si fa[va]cciano rossi per la vergogna di legittimare la corruzione giudiziaria in cui sguazzano.

Se a Pistoja ci sono dei clandestini, non sono certo i tre o quattro cronisti che hanno sempre saputo e voluto rappresentare la verità effettuale in stile-Machiavelli/Montanelli per fare luce su questo contado che soffre di puzzetta intellò sotto il nasino: ma chi, semmai, riscuote dallo stato per tradirne le leggi sull’immigrazione deregolata dei clandestini (Curreli); o chi, figlio d’arte (Coletta), ha sacrificato agenti onesti di polizia giudiziaria, pur di favorire familiari di Turchi, razza padrona da sempre.
Ha poco da sfilare Mattarella. Come direttore d’orchestra, meriterebbe, proprio lui – per la sua cecità, il suo mutismo o i suoi interventi a sproposito – il trattamento Venezi-Fenice.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


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