piRandellate. QUAR[R]ATA PER TANACCA HA “LE 220 KM DI STRADE”
- liberastampa5
- 13 lug
- Tempo di lettura: 4 min
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I comunisti della Quinta Repubblica, quella del «campo largo» da cui deve uscire la fossa, non sanno più distinguere un toro da una vacca: nemmeno se gli alzano la coda. Uno di questi giorni, forse, il sindaco “surrogato” del Mazzanti, lo troveranno a giro svalvolato, mentre pronuncia frasi insensate, incapace di capire quale sia la reale funzione dei coglioni…
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SE IL ROMITI SBAGLIA GEN(D)ERE
TRISTI GUAI, SOR BECCACEN(D)ERE!
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Una cosa, tutti insieme, la sanno fare bene quelli che gravitano nell’area slargata del campo da cui deve venir fuori la fossa, simpatico modo di dire per indicare il popolo da pelare con tasse e balzelli.
Sanno infilare alla perfezione le mani in tasca al popolo, che amano tanto, e a cui fanno percorrere “le 220 km di strade” del Comune di Quar[r]ata di Tanacca.
Dalla nascita della Costituzione a oggi fanno 80 anni. In 80 anni nessuno degli amministratori di Quar[r]ata ha saputo ammodernare “le 220 km di strade” di Tanacca: piene di buche e colme di cacca.
Ma soprattutto strade che andavano bene nel 1945, appena finito il deprecato ventennio fascista, quando il 98% del traffico era fatto di barrocci tirati dai ciuchi e da qualche cavallo come il glorioso normanno di Ubaldino di Silvio del Pistèo di Montorio.
Un potente quadrupede che è sempre stato il più bello e longevo del mondo: c’era, infatti, quando avevo tre anni, ed è scomparso solo quando ne avevo 30 e Ubaldino cessò l’attività di trasporto-fascine dal Montalbano alla piana, passando sempre dall’aia ora severamente recintata dal ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, caro a Comune e procura pistojana.
Il tutto alla faccia della legge e dei diritti reali imprescrivibili. Tiè! Ubaldino, infatti, il cavallo lo cambiava sempre con animali della stessa razza, taglia e colore.
Per quel traffico lì, una strada di 2,5 metri appena era più che sufficiente per la movimentazione veicolare e delle merci: barrocci, biciclette e solo qualche motorinaccio sgangherato. Le auto? Erano per i ricchi. Massimo una o due.

Nel frattempo, dopo 80 anni – parlo di ciò che conosco bene: le strade di casa mia, a Montorio – tutti hanno comprato almeno un paio di macchine a testa, di cui una grossa come un carro da morto per ostentare la propria intelligenza… da fava lessa, simpatica espressione pistojana per indicare il cittadino testa-di-cazzo che, nel Suv o gippone o carro funebre o locomotiva Hitachi venuta male e un po’ troppo corta, intravede (Herr Sigmund Freud lo aveva capito) la propaggine del proprio – detto alla pistojana, ma anche di Montorio – “beccacendere” (alias: uccello, sostantivo maschile singolare, attenuazione eufemistica di cinci, di cui a Montorio esiste pure una sub-frazione: Cinci, appunto).
Ora Tanacca, che non distingue un toro da una vacca, ci parla di “le 220 km di strade” che nessuno mai ha adeguato ai tempi e alle tempie.
La frazione di Montorio, ormai ripopolata da radical da vacanza intelligente, che di campagna non capiscon niente; zeppa di individui (non di rado, secundum id quod plerumque accidit, anche un po’ stronzi – dal longobardo strunz) fitti come come gli aculei della pelle di uno spinoso (= riccio); la frazione di Montorio, dal famoso (nessuno oggi ricorda una mazza di nulla, perché lo straniero ha passato il Piave…) podere del Drovando in su, ha una stradina stretta come il culo di uno stitico cronico.

E Tanacca – anche lui straniero: dice infatti QuaRàta con un’eRe sola – ci viene a parlare di strade. Di buone tanaccate è lastricata la via dell’inferno e di Montorio.
Quelle del Comune di Quar[r]ata no. Infatti stamattina ho chiesto un accesso agli atti e, per avere una fotocopia una, mi sono stati sfilati di tasca ben 5,00 € di tassa. Alla faccia dello zio “beccacendere”!

Forse sarà che i comunisti-cattolici, non sapendo né leggere né scrivere né fare di conto, per rilasciare una fotocopia una, chiedono 10mila delle vecchie lire. A lume di naso, però, la legge 241 parla di rifusione delle spese di copia, non di salasso.
Personalmente – e lo dico anche a quel brav’uomo di Claudio Curreli, così scrupoloso e realita – la pretesa di 5,00 € per una fotocopia, la ritengo una vera e propria estorsione.
Per il resto, fate voi. Tanto – comunque sia – voi fate ugualmente quel che “beccacendere” volete!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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Il mite Gianfranco, così tanto pacioso, se ne rammenterà di quando (anni 90) rimase schiacciato contro uno dei suoi olivi a Lecceto dal suo motocoltivatore e, se non c’ero io che allertavo ambulanza e dottor Giacomo Lunardi, sarebbe rimasto lì spiaccicato come una zecca?
Se lo rammenterà l’estroso Gionata, suo figlio, che si diverte a offendere i residenti di via di Lecceto ogni volta che passa per andare a quegli stessi campi della spiaccicata? O si è accodato ai capi-cupola locali, hater, stalker e stronzer, tutti benvisti dai comunali di Tanacca & C. e supportati dalla procura pistojese grazie alla intercessione del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi?


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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