piRandellate. SE DEI PIÈ I PADRONI SVELI, VINCI ARRESTI DAL CURRELI
- liberastampa5
- 25 giu
- Tempo di lettura: 4 min
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Quando dice che ti ama, credi a Lui: anche i giorni luminosi rende bui. Non fa indagini, ma sa la verità: è perciò ch’è sempre a giro in qua e in là. Copia-incolla è il suo mestier, che va di più: ma però fa le promesse anche a Gesù…
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CHE SIA TOMBOLA OPPUR BINGO
LUI C’HA UN FIUTO COM’UN DINGO
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Sono certo che in procura non arriveranno mai a capire: e forse perché, come in una famosa pagina di Leonardo Sciascia, il procuratore, prototipo dei pubblici ministeri, che torchia il suo ex professore, è perfettamente delineato e contornato nella figura dello scarso conoscitor della lingua italiana. Redento – però – dalla mazza del potere, che lui tiene in mano e adopera sul groppone della gente.

Allora, ad usum Delphini, è il caso che indichi che il commento che state leggendo, appartiene a un “giornalismo dell’assurdo”, come pure esiste una letteratura dell’assurdo. O una fede, anche, cattolica, dell’assurdo come quella tommasiana del Credo quia absurdum, aderente a certi magistrati e attillata, al loro corpo rettiliano, allo stesso modo della pelle umana cucita a macchina in Il silenzio degli innocenti. Film, peraltro, orribile.
In altri termini, e per rubare parole al poeta, nella massa di elementi in cui viviamo, tutto ciò che affiora è solo in apparenza caos e confusione: in realtà ci muoviamo in una selva di ricordi, queste ombre troppo lunghe del nostro breve corpo che lo scrittore mescola nell’assurdo, appunto. Dando vita alla sua visionarietà creativa.
Ecco che così trascendo non nel mondo roseo dei Cavalieri della luce come Curreli – ispirato da Dio, dalla cittadinanza [c]attiva per gli scout, dalla amatissima Costituzione, dal karaoke alla Caritas – ma nel crudo e reale circo equestre della realtà falsata e iniqua in cui i cavalieri come lui ci imprigionano: Dio-Gesù, Terra Aperta e Scout – al posto dei fascisti Dio, Patria e Famiglia.
Tò kài egò, scrive Pindaro nelle Odi, Così anch’io (tradotto per chi si sente Dio senz’esserlo…), come il pompiere nella Cantatrice calva di Ionesco, voglio raccontare la favola assurda che segue.
I PIEDI DEGLI UCCELLI

Ordunque tutti sanno che, nella nostrana repubblica delle banane, per poter sparare ai volatili, è necessario non solo saper tirare in grilletto di un fucile, ma, ancor prima, essere capaci di riconoscere gli uccelli stessi: tanto per non sbagliare un rigogolo con un non-dottore, un mai-avvocato o un mai-comandante dei vigili urbani e così via.
Nella commissione esaminatrice degli aspiranti fucilieri chiappa-scriccioli, c’era un famoso ornitologo (stronzo, peraltro) che bocciava tutti a man bassa. Anche perché non gli faceva vedere l’uccello intero: gliene mostrava solo i piedi.
Un certo Severino Paccottiglia di Pòrc-a-Buggiano, aspirante fuciliere, si era presentato per ben 9 volte 9, ed era stato sempre boccia-to. E sempre con lo scherzo del non ti fo veder l’uccello, ma i piedini sol di quello.
La decima volta che il Paccottiglia si presentò all’esperto, si vide, come al solito, mettere sotto il naso una fotina piccina-picciò di piedini piccini-picciò, con la solita domandina, piccina-picciò, di che uccello si tratta? Risposta: non so. Controrisposta: vada via immediatamente.
Severino si avviò allora verso l’uscita e, mentre stava per passarla, l’ornitologo uccellière fa: «Ma… qual è il suo nome?».
E il Paccottiglia si voltò. Si mise ambo le mani nelle tasche dei pantaloni e ne tirò su le trombe fino a mezza-gamba, esclamando: «Ma come, uccelliere? Mi guardi bene i piedi… Non mi riconosce?».

Così a Linea Libera ho pensato di abbinare il gioco, Bingo o Tombola che sia, dell’ Indovina di chi sono questi piedi.
Se qualcuno riconosce i legittimi proprietari degli arti inferiori sopra riprodotti, non appena Herr Claudius torna dalla sua Sardinia – dove mi dicono che sia in ferie [e meritato riposo] sul Gennargentu o su Mont’e Prama –, sarà accolto dallo scout e da una folla di Lupetti. E il Gran Mogol delle Giovani Marmotte, in premio, gli regalerà, magari, 104 giorni di arresti domiciliari ad mentulam canis con l’avallo del nervoso/focoso Gip Buzzegoli, fremente puledro allevato allo stato brado, ma obbediente a’ superiori.
A me è già accaduto. E solo perché avevo scoperto e denunciato che il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi era un favorito/favoreggiato delle amministrazioni catto-dem di Quarrata; che il mai-comandante dei vigili di Agliana, Andrea Alessandro Nesti, era un abusivo in sella al Comune di Agliana e sul groppone dei suoi cittadini-lavoratori; e che il non-avvocato Benesperi – più noto, grazie alla creatività della vigila Claudia Vilucchi, come Bimbominkia – è sempre stato salvato e vezzeggiato da una procura in cui il barone von der Kagliaren riscuote lo stipendio dallo stato e, contro il suo datore di lavoro, favorisce e alimenta gli ingressi degli irregolari attraverso non la Porta Nuova della Stazione realizzata dal sindaco Berti, ma la Terra Aperta di cui lo scout è il coordinatore a spregio dei suoi doveri d’ufficio e della Costituzione, che brandisce minacciosamente a mo’ di spada, ma che, forse, non ha mai letto. Oppure ha soltanto… copia-incollato.
Sono stato chiaro?
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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