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piRandellate. TRA FALSI D’AUTORE E MENTI BRILLANTI CI FANNO CAMPARE IN MEZZO A’ BRIGANTI

  • liberastampa5
  • 7 lug
  • Tempo di lettura: 6 min

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Più che convinto sono certo che se Herr Claudius andasse a pranzo con moglie, amici e colleghi, in un locale della Sala, mettiamo il 25 luglio per Sant’Jacopo, e pagasse non coi soliti buoni-pasto a carico dei contribuenti, ma con un bigliettone da 500 € di quelli che non si vedono più in giro; e se il ristoratore pistojano braccino-corto gli rifacesse il resto con un pajo di banconote da 20 come quella che vedete qua sopra: più che convinto sono certo che lo scout si incazzerebbe (dicono a Pistoja) come una biscia, il famoso animale che striscia sulla coscia liscia della bagascia che piscia…

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Questi 20 € non li accetto ma....
Questi 20 € non li accetto ma....

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E MASTRO CURRELI, SEVER-SCRUPOLOSO,


CI RECITA IL CREDO DELL’ANTIMAFIOSO

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Ma che significato avrebbe l’incazzatura per von der Cagliaren? E soprattutto: che ragion d’essere avrebbe, l’indignazione, per uno che, come lui, si spaccia per epigono di Falcone, di Borsellino e di Caponnetto?


... le concessioni, le autorizzazioni e i permessi del non-dottor Perrozzi sono validissimi e a me fa comodo così. Parola del Signore. Lode a te, o Curreli
... le concessioni, le autorizzazioni e i permessi del non-dottor Perrozzi sono validissimi e a me fa comodo così. Parola del Signore. Lode a te, o Curreli

Personalmente credo che la sua sia solo una pòsa ipocrito-farisaica tipica di uno scout antesignano della cittadinanza [c]attiva il quale – nella sua vita e in relazione al suo modus operandi procedente come una carretta con una ruota quadra – da una parte accetta per buoni i falsi d’autore e dell’altra rifiuta i fogli da 20 € di resto dell’ipotetico ristoratore della Sala.


E per falsi d’autore intendo, esplicitamente, tutte le «cagate pazzesche» di permessi edilizi contra legem, che il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi (benvisto dai compagni del Comune di Quarrata e riverito dallo staff degli uffici tecnici e del territorio, capaci di certificare pure le lacrime di sangue della Madonna di Civitavecchia) ha sempre esibito come prova certa della purezza di Lucrezia stuprata dal figlio di Tarquinio il Superbo.


Falsi d’autore perché documenti prodotti dalle famose (= famigerate) «autorità costituite» tanto care alla Gip Patrizia Martucci, che ha avuto l’ardire sfrontato non solo di affermare che ero un individuo pericoloso (ma cosa cazzo ne sapeva, lei, di me? Avevamo, per caso, fatto caccia grossa insieme? Io non ricordo), ma addirittura un immondo anarchico insurrezionalista bombarolo e persecutore di un fiorellin di serra come l’ammanigliàto Perrozzi.


Alla Martucci, e al suo fedele fàmulo Luca Gaspari – che da anni ormai non legge più le carte dei processi come faceva una volta, e che non sa valutare le prove –, ma prima ancora a Curreli, a Grieco, al poco affidabile Coletta e a una scia di magistrati senza fine come la canzone della Vanoni, vorrei ricordare che, fino al momento in cui Herr Claudius mi ha trascinato a forza nel gorgo del Maelström giudiziario, personalmente io non ho mai avuto problemi con la giustizia penale.


Vada, Curreli, meno in giro. E studi più attentamente le carte. Di falsi, in circolazione, ne esiste un vagone. E tuttavia Herr Claudius li piglia per buoni. Come il decreto con cui Bimbominkia d’Agliana ha nominato referente generale del fumo la sua intoccabile-protetta segretaria Paola Aveta. E provate a smentirlo, se potete!
Vada, Curreli, meno in giro. E studi più attentamente le carte. Di falsi, in circolazione, ne esiste un vagone. E tuttavia Herr Claudius li piglia per buoni. Come il decreto con cui Bimbominkia d’Agliana ha nominato referente generale del fumo la sua intoccabile-protetta segretaria Paola Aveta. E provate a smentirlo, se potete!

Curreli, al contrario, sì. E non pochi per la sua fulgida opera persecutoria perpetrata ai danni di Padre Fedele Bisceglia. E non mi importa se il tribunale di Salerno lo ha prosciolto dal reato di abuso di ufficio, perché è noto e conclamato che lui, il censore dei censori, è a Pistoja punitionis causa, per le sue colpe.


In quasi 60 anni di giornalismo e di patente di guida (migliaia di articoli scritti; più di dieci veicoli consumati), non ho mai avuto (tranne da San Luigi Egidio Bardelli) una querela per diffamazione.


E fui assolto, con formula piena, prima dalla disciplinare dell’ordine dei giornalisti; poi, in aula, proprio dal Gaspari stesso. Ma questo avveniva quando san Luca aveva il coraggio di leggere le carte; mentre poi si è abituato a leggere solo i pizzini di un Curreli o di un Grieco…). E nei miei primi 60 anni, non ho avuto più di 10 contravvenzioni, di cui 9 per divieto di sosta. Mai nessun incidente stradale.


Ecco il pericolosissimo «maranza di Lecceto», stalker del falso-dottor Perrozzi, pregiato Ctu del tribunale di Pistoja! La mia unica colpa gravissima? L’assoluto rifiuto del culilinguo per un empireo di zucche vuote piene solo di sé e del proprio tirannico arbitrio mascherato da lotta alla mafia.


Zampanò, tu non pensi dice Giulietta Masina, nei panni di Gelsomina, nel film, inquietante, La strada (Fellini, 1954). Lo dice a un Anthony Quinn rozzo e aggressivo, che alla fine diventa assassino. L’assenza di pensiero, a mio parere, calza a pennello per il Terrapertista-Scout. E con lui anche per il complesso della giustizia penale pistojana, che fa rabbrividire.


Il Perrozzi fece cancellare le sue interpoderali 18 giorni prima dell’inizio del processo Gaspari, farsa del Curreli. La pratica la trattò il geom. Mauro Ponziani, secondo datore di lavoro (al nero) di Franco Fabbri, responsabile dei condoni del Comune di Quarrata. Cos’era ciò? Grazia di Dio o mafia, dott. Curreli...?
Il Perrozzi fece cancellare le sue interpoderali 18 giorni prima dell’inizio del processo Gaspari, farsa del Curreli. La pratica la trattò il geom. Mauro Ponziani, secondo datore di lavoro (al nero) di Franco Fabbri, responsabile dei condoni del Comune di Quarrata. Cos’era ciò? Grazia di Dio o mafia, dott. Curreli...?

Questo magistrato – che pretende di insegnarci a vivere, mentre lui per primo avrebbe bisogno di imparane l’arte – dà tutto per scontato, perché presume di essere il genio che ha sempre ragione. Ha deciso, per esempio, motu proprio, che la sua Vpo Francesca Innamorati è colpevole perché è così e basta. È stata lei, secondo lui, a mostrarmi il cellulare in cui Claudius fulgens dà ordini di scuderia (peraltro documentatamente errati) ai suoi lanzichenecchi-Vpo.


Tra le carte processuali c’è pure l’interrogatorio di Giuseppe Grieco alla povera Innamorati. Lo squallore. Avete presenti certi film sulle torture della Santa Inquisizione? Il processo è in partenza a Genova nei prossimi giorni.


Questo magistrato – che pretende di insegnarci a vivere, mentre lui per primo avrebbe bisogno di imparane l’arte – si scaglia sussiegosamente contro le logiche mafiose dinanzi alle telecamere di Tvl, ma… Ma lui non svolge indagini, se non gli fa comodo svolgerle.


Dà per scontato che il ragionier non-dottor Perrozzi (in ipotesi suo «prossimo sociale»: argomento che però non vuole assolutamente affrontare per rispetto di trasparenza, terzietà, imparzialità, indipendenza) ha ragione sic et simpliciter; ope legis. Dà per scontato che le licenze, le concessioni e i permessi edilizi del non-dottor Perrozzi Ctu siano tutti legali. Che quindi il non-dottore è un santo e io una merda.


Herr Claudius dà per certo che le mie ipotesi di favoreggiamento del Perrozzi da parte del Comune di Quarrata, siano prive di fondamento: e lo ribadisce dappertutto senza aver letto una riga una dei documenti in suo possesso. Quelle prove documentale che lui ignora volontariamente.


Zampanò, tu non pensi!
Zampanò, tu non pensi!

Allora, non vi sembra che questo magistrato usi – nonostante le sue seriosissime prèdiche antimafia – tutta la gamma delle metodologie mafiose di abuso di potere, dal momento che secondo il suo arbitrario punto di vista, e al di là delle sue convinzioni e decisioni assunte senza contraddittorio, esiste solo il deserto dei Tartari, e lui è lui, e gli altri non sono che il famoso cazzo del marchese del Grillo?


Chi è, in realtà, Claudio Curreli? Per chi, in concreto, lavora? Per lo stato e la legge oppure per gli interessi suoi personali, considerata la sua ostinata avversione preconcetta contro l’art. 358 del codice di procedura penale?


E ancora: come si permette, Claudio Curreli, fra gli applausi delle platee dei bravi lecchini pistojani, di dare lezioni di morale, proprio lui che – se quel Dio, che prega, esistesse – sarebbe il primo ad esserne folgorato?



Chi è Claudio Curreli per arrogarsi il diritto di insegnare agli altri ciò che lui per primo ignora? Ovvero il dovere di compiere il proprio dovere «con disciplina ed onore»?


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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I SACRAMENTI OGGI: BATTESIMO, CRESIMA, EUCARESTIA,

PENITENZA, ESTREMA UNZIONE, ORDINE (delle giornaliste e dei giornalisti) E MATRIMONIO (con la sinistra)




Questo, secondo i comunisti della CF (Cellula Fiorentina), sarebbe un Ordine Professionale.


A me ricorda più semplicemente la demenza precoce che ha corroso il pianeta, mischiata alla melassa stomachevole della scuola pseudo-psicologica di Suor Adele dell’asilo, con alle spalle il politically correct del Menga tipico della glassa Cei-Conferenza Episcopale Italiana di don Matteo Maria Zuppi “che c’impón che ci s’intrùppi”.


Precedente storico? Lo «Statuto delle studentesse e degli studenti» varato da Luigi Berlinguer, il ministro d’istruzione che causò la pandemia esplosiva universitaria, moltiplicando per 10 le cattedre e mettendo in onda i famosi créditi (pure d’essere un genio, tanto resti comunque un asino qual sei).



Ora c’è solo da aspettarci che le giornaliste e i giornalisti del Bartoli inizino a programmare corsi di studio e aggiornamento come quelli che, nel prestigioso Liceo Forteguerri anni 90, s’intitolavano «Coloriamo le emozioni». Il livello è più o meno lo stesso. Specie con un Bartoli che foraggia i magistrati del NO focàti come il Curreli e si schiera dalla parte dei repressori della libertà di critica, cronaca e creatività.


Problema finale non trascurabile: le giornaliste e i giornalisti vanno bene. Ma la gente a marchio LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali) dove cazzo la infila il melassoso Ordine? Nei cessi delle aule per concorsi taroccati da magistrati della Res Pub[l]ica…?

e.b.

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