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piRandellate. UNA VOLTA SPARÀVAN LE BRIGATE, OGGI INVECE LE TOGHE ‘ASSINDACATE’

  • liberastampa5
  • 3 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

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Quando Tom Col iniziò la sua carriera, questo “figlio d’arte” girava – ci dicono – con un pistolone in tasca più grosso di lui. Di recente, prima di partire per Lucca, ha però tranquillizzato i nuovi acquisti pistojesi: non ci sono più rischi per Pm e giudici. Sono loro, infatti, oggi, che possono sparare liberamente sui giornalisti. Specie quelli un po’ troppo montanelliani come noi

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TANTO A DIRITTO È ANDATO IL «RIESAME»

CHE DELLA VERITÀ FATTO N’HA STRAME

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Punto e a capo, perché il mondo non finirà mai. Il mondo è una continua assurda ripetizione dell’essere in cui c’è sempre qualcuno che vuole cercare di raddrizzare le gambe ai cani.


E i più pericolosi di questi raddrizzatori, anche di banane, sono quegli emeriti intellò che credono di essere figli delle stelle e plasmati a immagine e somiglianza di Dio. E, se così fosse, sarebbe davvero un gran bel pasticcio.


Vedendo Lentulo, che era di piccola statura, armato di una spada lunga, Cicerone esclamò: «Ma chi ha legato mio genero a una spada?» (da Macrobio, Saturnalia)
Vedendo Lentulo, che era di piccola statura, armato di una spada lunga, Cicerone esclamò: «Ma chi ha legato mio genero a una spada?» (da Macrobio, Saturnalia)

Ve lo immaginate un Dio che vi ama, ma che c’ha un figlio Pm (o anche sostituto, come il Curreli) il quale rovina un Daniele Cappelli della guardia di finanza perché, da semplice luogotenentuccio, osa pretendere (e che cazzo!) di intercettare una santa, anch’essa nata da razza divina, come Lucia Turco, impelagata in concorsopoli; la quale non deve assolutamente essere nominata perché lei è lei e gli altri non sono un cazzo? Non nominare il nome di Dio (e de’ su’ fìja) invano!


Il mondo al contrario del generale Vannacci è una minchiatina rispetto a un filosofo morale che lo scaraventano a Pistoja promosso nonostante l’affaire Lucia Turco. E lui continua, in quanto figlio d’arte, fino al punto di far rinviare a giudizio chi ha avuto il coraggio di essere disgustato dalle parole d’odio dell’assessore Alessandro Galardini di Montale che, a microfoni accesi, in consiglio, ha detto che le forze dell’ordine «e’ son tutti fascisti».


Tra faide e vendette di pura marca mafiosa (il rinviato a giudizio era persona sgradita alla cupola della procura di Pistoja, rappresentata dall’accoppiata Dell’Anno- Grieco), Tom Col, il santo, il giusto, il figlio d’arte, l’uomo col pistolone, fa perfino scendere in aula il suo pupo Leonardo De Gaudio, già distintosi in una spericolata operazione di salvataggio del sindaco Ferdinando Betti in quel malaffare che è stata la sporca storia del Carbonizzo di Fognano. La località era del tutto adatta al nome che porta.


I marchesi del Grillo possono fare quello che vogliono e se ne catafottono di noi. A noi impongono il rispetto delle norme, anche quelle inventate da loro. Perché più strabordano, tanto più facilmente vengono promossi. Ora poi, con la vittoria del NO al referendum-giustizia...
I marchesi del Grillo possono fare quello che vogliono e se ne catafottono di noi. A noi impongono il rispetto delle norme, anche quelle inventate da loro. Perché più strabordano, tanto più facilmente vengono promossi. Ora poi, con la vittoria del NO al referendum-giustizia...

E lo prende in tasca, il “figlio d’arte”. Perché il rossissimo Galardini se la fa sotto. E ritira la querela a sorpresa, proprio prima che il giovin De Gaudio possa gau[o]diosamente perorare la tesi della procura: diffamazione a mezzo stampa ai danni dell’asse[ro]ssore Galardini.


I veri diffamati, in realtà, sono le forze dell’ordine. Ma Tom Col, a questo, non sembra arrivarci… Il suo cuore fa, come quello di Arisa, tam tam-bang bang-bum bum al pari del pistolone che lui teneva nella fondina all’inizio della sua carriera.


Ecco l’agnello di Dio; ecco colui che toglie i peccati dal mondo. Il Cristo giudicante che, illividito dalle sue idee di sanculotto post-Bastiglia, se la piglia anche con noi di Linea Libera e scende, in triumvirato (erano in tre come nella Repubblica Romana di Mazzini-Armellini-Saffi) all’ufficio Volontaria Giurisdizione del tribunale, in via XXV Aprile, per far cancellare, a un presidente-ameba qual fu Maurizio Barbarisi, l’iscrizione di Linea Libera dal registro dei periodici. Anche il quotidiano o giornale che dir si voglia è, nella tassonomia della stampa, un periodico dato che esce a intervalli più o meno regolari, purché non cessi di uscire per più di un anno di fila. A questo, però, Tom Col non ci arriva: forse solo perché arrivarci non vuole.


Alcuni dei nuovi acquisti di Pistoja, arruolati nel tribunale del riesame, sembrano essere scesi dal letto con il piede sbagliato. Hanno forse ascoltato troppo lo scout-terrapertista…
Alcuni dei nuovi acquisti di Pistoja, arruolati nel tribunale del riesame, sembrano essere scesi dal letto con il piede sbagliato. Hanno forse ascoltato troppo lo scout-terrapertista…

Chiunque facesse le scritte, dovesse ripittare lo bagno, scrissero un tempo degli studenti vivaci su uno scherzo dedicato a un presid@ famos@.


Per Tom Col, Curreli, Grieco e, in séguito, accanitamente, pure madame Contesini, varrà la formula Chiunque scrivesse le verità sgradite (lèggasi Linea Libera) contro il Perrozzi non-dottore o il Nesti mai-comandante dei vigili o la sua augusta consorte Blimunda o il bimbominkia sindaco diarròico di Agliana o le fantasie di altri 14 o 15 imbecilli patentati lato sensu, dovesse finire alla ghigliottina.


In aula, dinanzi a un Gup plastilinico come Luca Gaspari, sia Curreli che Grieco ci davano lezioni di giornalismo montanelliano: il primo, uno che nascondeva prove a favore di Padre Fedele Bisceglia e lo faceva condannare a quasi 10 anni; il secondo che, per ben due volte, scriminava a secco due deficienti, in ipotesi disturbati mentali, che avevano tagliato una condotta dell’acquedotto Publiacqua di Montorio e che avevano bloccato, con la loro Jeep, la mia auto impedendomi, come loro ostaggio, di andarmene finché non intervennero i vigili del Comune di Quarrata.


Ci siamo arrivati e tutti contenti. Perfino l’Anpi ha spinto a votare NO favorendo una classe di tiranni amorali che hanno preferito lavorare con un “contratto di lavoro” fascista piuttosto che premere per la pulizia che non sanno o non vogliono fare fra quei colleghi che disonorano la maggioranza silenziosa degli onesti

Non erano episodi di violenza privata, secondo il sostituto Grieco. Erano semplici caramelle mou. La prima idea, forse, doveva avergliela suggerita l’avvocata Cecilia Turco, difensora dei due cretini; ma anche cugina della dottoressa Lucia tanto cara a Tom Col…


Come posso, egregio e scostante Gip Alessandro Buzzegoli, fidarmi delle autorità costituite ed etiam dei magistrati, se sono, tutti, indistintamente, rodate e ben unte rotelle di ingranaggi della mafia più diffusa e ramificata nella repubblica di Mattarella, vale a dire, genericamente e generalmente, la Pubblica [dis]Amministrazione?


Leggete, da questo link, un altro grandioso esempio di sana giustizia italiana. Mi si dice che questo sconcio di 11 anni di strascico giudiziario fiorentino sia transitato anche per le mani del famoso “figlio d’arte” Tom Col. È vero? Non è vero? Senza dubbio è credibile, visto il personaggio.


Da La Nazione, 1 giugno 2026
Da La Nazione, 1 giugno 2026

Quando poi lo si vede galoppare in promozioni (a Lucca, per esempio: la cui vista è dantescamente interdetta ai pisani per via della catena montuosa che separa le due città), allora, come al famoso Tenerone (Gianfranco D’Angelo) di Drive In, ti cascano le braccia, prima ancora che il famoso pan di mano.


Ti accorgi che, con magistrati di questo tenore, Pietà l’è morta; che la resistenza è un mito fandònico; che il popolo bue ha il cervèl sotto i piedi e anche più ’n giùe.


E che chi si presenta da salvatore e non fa la fine di Cristo, è un impostore!


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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Linea Libera non è mai stata stampa clandestina, come vogliono far credere o perché impreparati o perché in malafede


Ma su quelli del passato, se si comportano come certi campioni pistojesi, quali garanzie possiamo avere noi, cittadini che non vendono il cervello al primo offerente che canta Bella ciao?
Ma su quelli del passato, se si comportano come certi campioni pistojesi, quali garanzie possiamo avere noi, cittadini che non vendono il cervello al primo offerente che canta Bella ciao?

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