piRandellate. UT UNUM SINT, MA NON SENZA DIO O CONTRO DIO
- liberastampa5
- 29 mag
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Lo so benissimo che La Verità dagli “intellò” del bene comune & democratico d’Italia è considerata un giornalaccio destrofilo, reassionario, retrogrado, fognarolo e fassista. Ciò non toglie che i fatti siano fatti; e che, sotto il profilo della necessità filosofica, “quel che è stato fatto non possa ontologicamente non essere stato fatto”
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LA CONFUSIONE NELLA CHIESA È TALE
QUAL VEDERE SI PUÒ IN UN TRIBUNALE
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Maurizio Belpietro può stare sulle palle a chiunque e per qualunque motivo: la libertà di opinione lo consente, anche se non a Pistoja, dove il grande Curreli – d’accordo con tutta la procura delle devianze e delle nebbie – fa chiudere i giornali on line in perfetta regola con le norme di legge, perché la legge, il von der Kagliaren, se la fa da sé fino ad inventarsela di sana pianta.

Ma il detto plautino «Factum infectum fieri nequit (anche nella forma Factum infectum fieri non potest)», assunto pure come principio del diritto di casa/cosa nostra, è filosoficamente necessario: in altri termini, vero e irrefutabile.
C’è quindi da chiedersi quanto e come l’òfide di ispirazione cattolica, appellato (parola cara al giudice Luca Gaspari, ossequiente alla procura fu-colettiana), appellato, dicevo, Agesci-Scout, possa mutar pelle (e palle o non-palle), all’inverso di ciò che Dante enuncia con la famosa terzina Vien dietro a me, e lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla | già mai la cima per soffiar di venti nel quinto canto del Purgatorio.
Grazie al relativismo sinistrese, inaugurato fino dalla presa di potere dei pubblici ministeri e dei giudici con l’exploit di Mani [poco] Pulite, si è deciso che tutto è fluido e mutevole; e che – in buona sostanza – «tutto va ben, madama la marchesa», anche all’interno della Santa Chiesa.

I mulini, insomma, son fatti per macinare, non per star fermi. Grano, ségale o grilli: tutto va ben, purché il denaro brilli. In altre parole non più Noi vogliam Dio, ma.. quel che voglio è mio.
Passi per la melma, più o meno cagliata/cagata della politica che, da sempre stercòrea e fluida, non poteva che giungere, oggi, all’infimo livello della cloaca maxima in cui, ogni dì, la Legge di Lavoisier si dimostra anche al di fuori della chimica: niente si crea, niente si distrugge, ma tutto si conserva (e via se n’ fugge).
Infatti nei travasi giornalieri da un’area politica all’altra, resta invariata la quantità della cacca che si sposta, perché… Scheiße ist immer Scheiße, Τα σκατά πάντα σκατά, Merda semper merda, o, più terra-terra, la cacca è sempre cacca, anche s’ell’è di vacca.

Peggio va, per chi crede (o almeno dice) nella fede di Cristo e fa il felice. Se Dio non sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti, allora siamo fritti, come disse la tinca ai tinchini mentre erano in padella.
Dinanzi all’ispirazione cattolica dell’Agesci-Scout, casa madre del Curreli tuttofare, che s’adatta ai tempi come il silicone ai buchi dei lavandini, non funziona più neppure la famosa Spes ultima dea, dal momento che il Credo di questi silicònici adattevoli non è più quello, ma s’è fatto l’altro: il Credo di Margutte nel Morgante del Pulci, Canto XVIII, 115-6:
Rispose allor Margutte: «A dirtel tosto, io non credo più al nero ch’a l’azzurro, ma nel cappone, o lesso o vuogli rrosto; e credo alcuna volta anco nel burro, nella cervogia, e quando io n’ho, nel mosto, e molto più nell’aspro che il mangurro; ma sopra tutto nel buon vino ho fede, e credo che sia salvo chi gli crede; | e credo nella torta e nel tortello: l’uno è la madre e l’altro è il suo figliuolo; e ’l vero paternostro è il fegatello, e posson esser tre, due ed un solo, e diriva dal fegato almen quello. E perch’io vorrei ber con un ghiacciuolo, se Macometto il mosto vieta e biasima, credo che sia il sogno o la fantasima…» |
E allora mi viene un mal de stòmego che non mi passa con sessun Gaviscon. Ripenso, infatti, che nonostante la promessa fatta a Gesù da Herr Claudius quand’era Lupetto, non solo tale “impegno d’onore” non gli ha giovato una beata minchia per migliorare e migliorarsi (vedi il di lui modo aberrante di amministrare la giustizia fatta in casa da sé per sé e contro i suoi nemici, di cui mi pregio far parte), ma addirittura, se molti dei capi-scout hanno subìto le stesse influenze negative del fluidismo cattolico, di talché oggi anche Dio sembra aprire al relativismo sinistrese e votare Pd, c’è poco da sperare.

È per questo che ringrazio Dio – pur non essendo un credente – di non aver propaggini e discendenti destinati a finire nelle mani di questi stercorei milites Christi!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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Libera me, Domine, de morte aeterna, in die illa tremenda. Quando coeli movendi sunt et terra dum veneris judicare saeculum per ignem. Tremens factus sum ego et timeo, dum discussio venerit atque ventura ira...
«Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare»


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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