piRandellate. VIVA IL 2 MAGGIO. LIBERIAMO ANCHE LA GIUSTIZIA DALLE SGRINFIE DI CHI SI SENTE “DIO CHE ATTERRA E SUSCITA, CHE AFFANNA E CHE CONSOLA”
- liberastampa5
- 2 mag
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In tale data, nel 1945, si ufficializza la caduta di Berlino. L'Unione Sovietica annuncia che la città è nelle mani dell'Armata Rossa. I soldati russi issano la bandiera rossa sul Reichstag, simbolo della sconfitta definitiva del nazismo da parte delle forze comuniste sovietiche. Ma davvero l’èra dei tiranni è passata e abbiamo voltato pagina?
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INDAGINI NON FA, CHIEDE CONDANNE
E PER IL CITTADINO È COME A CANNE:
IL GIUDICE S'INCHINA E L’ACCONTENTA
IN TUTTE LE FANDONIE CHE S’INVENTA
È una data da ricordare, il 2 maggio. Ma andrebbe celebrata ogni anno come il 1° maggio, con un nuovo avvenimento che esalti, in qualche modo, il recupero anche di un solo millimetro di libertà rispetto a qualcosa che ci opprime e ci toglie ossigeno.
Nel caso di specie mi viene da parlare, in piena libertà di espressione, del disonorevole comportamento del sostituto Pm Claudio Curreli, che non si limita a favorire i suoi simpatici evitando accuratamente di indagare sui loro sporchi traffici; ma addirittura ha il coraggio di portare la sua faccia in aula e dichiarare liberamente il falso, accusando me e Linea Libera di qualsivoglia maleficio e delinquenza, pur avendo coscienza della propria natural predisposizione alla calunnia. Il che, per un magistrato santo come lui, non è affar da poco.
Le protezioni a cui rivolge il suo costante impegno di falsificatore della realtà, riguardano – ormai lo sapete tutti fino alla nausea – il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi e suoi accòliti; il superprotetto usurpatore del posto di capo-vigili di Agliana, Andrea Alessandro Nesti e gentile signora hater; il famoso e noto sindaco, falso epigastràlgico-diarròico di Agliana, Luca Benesperi, alias Bimbominkia e/o Cacaiola (per come descritto dalla vox populi, vox dei: il latino lo traduce bene l’avvocata Elena Giunti, mala consigliera del Perrozzi medesimo); e, insieme a lui, detto anche Pedrito che – dicono – in questi ultimi tempi ha perso il suo amor eterno di On. Irene Gori, il suo squadrista d’appoggio aggressivo, Maurizio Ciottoli, appellato pure Agnellone, Bottarga e Segatura, in relazione all’imbottitura del suo inconsistente involucro cranico.

Nel pistojano marasma giudiziario indecente di rifiuti organici galleggianti sul pelo dell’acqua della palude bio-diversitaria provinciale, Claudio Curreli si distingue e si connota come un emblematico Diocleziano persecutore in quanto «defensor fidei malae justitiae dolosae mentis causa». E qui voglio ridere…
Non gli è bastata, al persecutore di frati cappuccini, la legnata che il Tribunale fiorentino del Riesame gli ha mollato annullando tout court il suo malafedoso progetto di «stalking giornalistico» (inventato di sana pianta e sostenuto anche dal sostituto Giuseppe Grieco), attivato per perseguitare chi scrive e salvare un fasullo non-dottor Perrozzi e un favoreggiato Andrea Alessandro Nesti.
Non gli è bastato aver tratto in inganno una Gip, con tracce di bipolarismo giudiziario quale Patrizia Martucci (sua, in ipotesi, subordinata); o il Gup Luca Gaspari, oggi promosso al Riesame fiorentino nonostante le cazzate improvvidamente distillate nel maxiprocesso-1 organizzato dai fedelissimi della Costituzione iscritti all’Anm locale.

Claudius von der Kagliaren, con i suoi ancestrali comportamenti rettiliani da testuggine di Hermann che continua a sbattere il proprio carapace sempre contro la solita roccia, financo a spezzare la sua corazza esterna; senza tenere conto del decreto a firma Elisabetta Improta, e senza volere prendere atto di una norma di legge che scrimina in toto la nostra non-iscrizione al registro della stampa periodica del tribunale di Pistoja; sempre guidato dall’idea di dover legnare la schiena di chi, come noi di Linea Libera, non intende ossequiare il potere in quanto tale (come i pistojesi Doc), ma solo il potere che rispetta i diritti dei cittadini (come gli uomini liberi); Claudius von der Kagliaren, dicevo, con la sua petrosa faccia da sfinge shardanica, l’inneggiante alla sconfitta della mafia attraverso il puntuale compimento giornaliero del proprio dovere
1. ha mentito in aula al Gup Luca Gaspari
2. ha mentito in aula al Gip Alessandro Buzzegoli
3. ha mentito in aula al tribunale pistoiese del riesame premendo, con la sua falsa difesa del diritto e della legge, sui tre pivelli di fresca nomina, in precedenza invitati da Tommaso Coletta (altro emblema della falsità istituzionale, a dimostrazione della quale basta l’affaire Lucia/Luca Turco) per il rigetto del dissequestro di Linea Libera, che non è mai stata una pubblicazione clandestina, ma sempre e solo perseguitata da personaggi i quali, pur indossando una toga, d’essa hanno fatto (come ama Claudius stesso dire) strame a unico vantaggio delle loro oblique «prossimità sociali».
La vittoria del NO al referendum, che ha ringalluzzito le mire pseudo-legalistiche di potere di tanti indegni servitori dello stato di Mattarella, porta questo in ipotesi disturbato sostituto per Sindrome di Adolfo, ad emettere giudizi apodittici e promulgare editti afflittivi (stalking giudiziario?) non su fatti accertati ben al di là di ogni ragionevole dubbio, ma solo interconnessi fra loro da un contorto e illogico modo di ragionare che si tiene in piedi sull’unico presupposto discendèntegli dalla grazia di Dio e, dopo la vittoria del NO, dalla volontà del cosiddetto popolo (bue). Sto parlando del famoso articolo 1 e unico della Costituzione «Io so’ io e voi non siete un cazzo».
La lotta è stata (da sette anni in qua e ancora senza soluzione) impari e durissima, perché affrontare Dio non è mai cosa da poco.
Purtuttavia, da perseguitato profeta di Israele, sgradito come tutti i profeti noti e meno noti, è il caso che io ricordi ancora una volta a Claudius un bellissimo, significativo film di Fritz Lang, dal titolo trasparente di Anche i boia muoiono.

Del pari, la mia libertà di parola mi consente di dare un consiglio al Remigio Alessandro Buzzegoli. Non si fidi di chi, come Curreli, salta a piè pari, con assoluta disinvoltura, tutti i propri doveri, lavorando in perfetta rotta di collisione in primo luogo con i propri obblighi morali.
I quali, se scavalcati con la facilistica superficialità di questo magistrato di piena evidenza poco onorevole, non sono certo idonei a garantire quel nesso di dovuti «disciplina ed onore» di cui parla l’art. 54 della Costituzione. Due virtù che sono del tutto aliene per il Dna di un individuo che ha fatto condannare ingiustamente, a quasi 10 anni di carcere, Padre Fedele Bisceglia, poi assolto con formula piena da quella stessa Cassazione che oggi – anche grazie all’impegno da «prossimità sociale» da parte dell’ex-pistojese Giuseppe De Marzo – attenta, in maniera impudica, alle libertà protette dall’art. 21.
Insomma, apertis verbis, il Curreli è, a mio parere, una presenza pericolosa all’interno della categoria dei magistrati. Poiché, pur consapevole della realtà storica che tratta di volta in volta, finisce col chiedere la punizione di innocenti a esclusivo vantaggio di colpevoli.
Dite: è forse questa la funzione dell’amministrazione giudiziaria?
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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Se qualcuno si fosse offeso, domando sùbito venia…


![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA”!](https://static.wixstatic.com/media/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg/v1/fill/w_900,h_896,al_c,q_85,enc_avif,quality_auto/047651_0e4602ce78ed4ab183b250caa511e476~mv2.jpg)
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